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  Agevolazioni prima casa quesito del 09-05-11
Domanda  Salve,
Nel 2010 ho acquistato un immobile come prima casa; L'ho fatto dopo che erano trascorsi 2 anni dalla vendita della precedente "prima casa" di mia proprietà (stesso comune).

Vi chiedo se ho perso definitivamente la possibilità di recuperare il credito d'imposta.

Grazie per la risposta.
Risposta  Si, il limite sono 12 mesi.
Studio Filippo Scaffai & Partners      contatta Studio Filippo Scaffai & Partners contatta questo professionista
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  Agevolazioni prima casa quesito del 18-02-11
Domanda  Salve,
insieme alla mia compagnia l'anno scorso abbiamo stipulato un mutuo per acquistare la prima casa al 50% dove abbiamo preso anche la residenza, ora la mia compagna ha necessità di cambiare la residenza ed andare ospite per circa 3 anni dai miei genitori e vorremmo evitare di perdere la detrazione sugli interessi passivi del mutuo relativi al suo 50% e dover pagare l'ici sempre per il suo 50% dato che io rimarrei con la residenza nella nostra casa. Come possiamo fare? Può cedere il suo 50% a me cosi da diventare proprietario al 100% e non perdere nulla?
Grazie
Pasquale
Risposta  In linea teorica, nulla osta al trasferimento di proprietà in favore del proprio coniuge; tuttavia, tale trasferimento, in assenza di riacquisto di altro immobile da parte del coniuge cedente, può determinare in capo a quest’ultimo la declaratoria di decadenza dall’agevolazione prima casa, richiesta in sede di registrazione dell’atto di compravendita.
Occorre, quindi, verificare la convenienza dell’operazione anche alla luce di quanto sopra detto.
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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  Agevolazioni prima casa quesito del 28-01-11
Domanda  buongiorno,
chiedo se posso trasferire la residenza dalla prima casa di mia proprieta',nella quale sto pagando il mutuo a tasso variabile,senza perdere tutti i benefici sul mutuo.vorrei trasferirmi sempre nella stessa citta' vicino al posto di lavoro,in appartamento non di mia proprieta',
e lascerei mia figlia ad abitare nella casa di proprieta?

ringrazio per l attenzione e porgo cordiali saluti.

marco(vr)
Risposta  Sono deducibili ai fini IRPEF gli interessi sui mutui contratti per l'acquisto (o la costruzione) dell'immobile da adibire ad abitazione principale. Se successivamente all'acquisto l'immobile cessa di essere adibito ad abitazione principale, come nel caso prospettato dal quesito, cessano anche le condizioni per beneficiare della deducibilità degli interessi passivi sul mutuo.
Rag. Veniero Vecchia
Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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  Agevolazioni prima casa quesito del 19-01-11
Domanda  Buonasera, ecco il mio quesito.
Io e la mia fidanzata ci sposiamo nei prossimi mesi. Al momento abbiamo residenze diverse anche se nello stesso comune. La mia fidanzata è intestataria al 50 % di una abitazione (quella dove ha la residenza), mentre l altro 50 % è di suo fratello. Per non dover pagare la tassa sugli immobili della casa cointestata può dare in usufrutto a suo fratello il prorio 50 % e prendere la residenza nell'abitazione dove poi andiamo ad abitare ? Questo per avere io e lei la stessa residenza.

Cordiali saluti
Risposta  Innanzitutto tenga presente che "dare l'usufrutto" significa fare un rogito notarile e pagare oltre che il notaio (circa 1500) anche le imposte di registro ipotecarie e catastali che vanno in percentuale sul valore catastale dell'immobile (e che possono essere anche qualche migliaio di euro).
Premesso ciò, il problema deriva caso mai da come la sua futura moglie ha intestato la quota con il fratello, ovvero se fruendo delle agevolazioni prima casa o meno.
Se non ne ha usufruito non vedo il problema; altrimenti dovrà pagare l'imposta piena se andate a vivere in una casa che andrete ad acquistare.
Se invece è un problema solo di residenza, sappia che non è obbligatorio avere la stessa residenza anche in caso di matrimonio salvaguardando così l'esenzione da tasse.
fs
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  Agevolazioni prima casa quesito del 10-12-10
Domanda  Io sto acquistando un immobile di cui il propietario ha usufruito
dei benefici sulla prima casa e vende prima dei 5 anni e non andrà a
comprare una nuova casa. la penale, la deve pagare lui o l'erario si puo
rifare anche sul nuovo acquirente?
Risposta  Decade dalle agevolazioni fiscali "prima casa" colui che, prima che siano decorsi cinque anni dall' acquisto dell’immobile comprato con i benefici fiscali, ceda questo immobile senza acquistare, entro l'anno successivo, un altro immobile da adibire a propria "abitazione principale" (articolo 1, comma 4, nota II-bis, della Tariffa, parte prima, allegata al Dpr 26 aprile 1986 n. 131). La decadenza dai benefici fiscali comporta il pagamento delle imposte di registro, catastale e ipotecaria nella misura ordinaria, oltre a una sanzione pecuniaria pari al trenta per cento delle stesse imposte, e agli interessi di mora.Tuttavia, il mancato pagamento da parte del venditore di quanto dovuto a titolo di decadenza dai benefici fiscali può riflettersi negativamente sull'acquirente a causa del privilegio speciale di cui beneficia lo Stato sull’ immobile alienato prima del decorso del quinquennio (il privilegio è una causa legittima di prelazione accordata dalla legge in considerazione della causa del credito). Ai sensi dell’articolo 56, comma 4, secondo periodo del citato Dpr n. 131/1986, infatti, «lo Stato ha privilegio secondo le norme stabilite dal Codice civile. Il privilegio si estingue con il decorso di cinque anni dalla data di registrazione». Ai sensi dell’articolo 2772, comma 1, Codice civile, hanno privilegio speciale immobiliare «i crediti dello Stato per ogni tributo indiretto».È opinione diffusa, sia presso la giurisprudenza di legittimità che l’Amministrazione finanziaria, che il credito dello Stato per imposta di registro – anche quando si tratti di imposta dovuta in misura ordinaria a seguito della decadenza da agevolazioni concesse all’atto della registrazione – sia sempre assistito da privilegio speciale sull’ immobile a cui si riferisce l’imposta di registro stessa. Il privilegio può essere esercitato anche in pregiudizio del sub-acquirente (Si veda Cassazione civile, 11 maggio 1978, n. 2294; Risoluzione del 31 marzo 1977, 251475). Di conseguenza, è opportuno – ogni volta che si cede un immobile acquistato con le agevolazioni fiscali prima dei cinque anni dall'acquisto – che l'acquirente si premuri di ottenere adeguate garanzie dal venditore in ordine al riacquisto, entro l'anno, di altra "abitazione principale" o, in alternativa, al pagamento di tutte le somme dovute. (Fonti: Il Sole 24 Ore)
Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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  Agevolazioni prima casa quesito del 20-11-10
Domanda  Gentile notaio, nel mese di giugno ho acquistato una casa ed essendo in separazione dei beni con mio marito ho voluto godere delle agevolazioni fiscali previste per la prima casa. Ho dichiarato di aver intenzione di trasferire la residenza entro 18 mesi dalla stipula dell'atto notarile. Ora: fatta regolare richiesta per il trasferimento di residenza, il comune di precedente appartenenza oppone una certa resistenza e ancora , a distanza di 4 mesi, non mi ha dato alcun tipo di risposta, nonostante i numerosi solleciti. Esistono dei termini legali che l'ufficiale d'anagrafe deve rispettare o qualche regola del silenzio assenso da applicare nei confronti del comune inadempiente? la ringrazio anticipatamente, Rita.
Risposta  Per quanto riguarda il cambio di residenza, ai fini dell’agevolazione prima casa, è necessario che la richiesta avvenga nel termine indicato dalla norma.

Quanto ai termini massimi per l’espletamento della relativa istanza, ai sensi dell’art. 18 d.r.p. 223/1989, entro 20 gg. dalla ricezione della comunicazione da parte del comune di nuova iscrizione, quello di provenienza dovrebbe provvedere alla cancellazione e darne tempestiva comunicazione al comune di immigrazione.

E sempre nel medesimo termine, il comune precedente dovrebbe comunicare eventuali ragioni ostative all’accoglimento della domanda.

Avv. Patrizia Beltrami
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