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Sono state trovate 207 corrispondenze...
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  Comodato d'uso quesito del 15-01-11
Domanda  Ho dato in comodato d'uso un appartamento un anno fa.
Per diversi motivi oggi ho bisogno dell'appartamento e la persona che occupa la casa non vuole andare via.
Che devo fare? Quali sono i tempi d'attesa per riavere la casa? Quanto mi costerebbe? Ho un contratto di comodato scritto e registrato.
In attesa di un vostro gentile riscontro porgo
distinti saluti
Roberto
Risposta 
Occorre verificare se è stata determinata una scadenza del contratto di comodato. In questo caso, infatti, il proprietario ne può chiedere la restituzione solo in presenza di un urgente ed imprevisto motivo che giustifichi la richiesta di restituzione immediata.
Se, invece, non è stato determinata una durata, neanche implicitamente, allora potrà richiedersi la restituzione dell’immobile in ogni momento.
In assenza di spontaneo rilascio, tuttavia, sarà necessario ricorrere all’Autorità Giudiziaria.
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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  Comodato d'uso quesito del 29-12-10
Domanda  Salve, vivo in casa di mia zia da dieci mesi senza alcun contratto di comodato d'uso. Quali rischi corro a vivere in casa di mia zia senza alcun contratto di comodato d'uso? Quanto potrò restare in quest'abitazione quando mia zia non ci sarà più? Le spese le devo pagare io anche se le bollette sono intestate a lei? Grazie in anticipo.
Risposta  Buongiorno a Lei, il comodato d'uso è revocabile tanto quanto l'ospitalità, quindi Lei non è tutelata, se non da un contratto di locazione.
Resto a disposizione per quanto Le occorra.
Cordialità
Avv.Laura Salvetti
-----------------------
C.so Buenos Aires, 10
20124 – Milano
Tel e fax 02.29534554
e-mail lsalvet@tin.it

Laura Maria Rachele Salvetti      contatta Laura Maria Rachele Salvetti contatta questo professionista
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  Comodato d'uso quesito del 10-12-10
Domanda  Ho la nuda proprietà di un appartamento e mio padre è usufruttuario, se lo volessi cedere in affitto (con il consenso dell'usufruttuario) potrei farlo? o può affittarlo solo l'usufruttuario?
l'usufruttuario, avendo la disponibilità dell'immobile può concederlo in locazione o darlo in comodato, autorizzando il comodatario (che può essere anche il nudo proprietario) ad affittarlo.", mi potreste fornire i riferimenti normativi?
Risposta  L'usufruttuario dispone dell'immobile e può concederlo in locazione o in comodato anche al nudo proprietario.
Il comodatario, con il consenso del comodante, può concedere in locazione l'immobile ricevuto in comodato ma
l’agenzia delle Entrate, con la risoluzione 394/E del 22 ottobre 2008, ha puntualizzato che: «in relazione, invece, alla disciplina della fattispecie prospettata dall’istante ai fini dell’imposta sul reddito, si osserva che i redditi fondiari, così come disposto dall’articolo 26 del Tuir, «...concorrono, indipendentemente dalla percezione, a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale, salvo quanto stabilito dall’articolo 30, per il periodo d’imposta in cui si è verificato il possesso». Ne consegue che, dal punto di vista fiscale, il contratto di comodato non trasferisce la titolarità del reddito fondiario dal padre comodante al figlio comodatario; ciò in quanto il comodato, disciplinato dagli articoli 1803 e seguenti del Codice civile, è un contratto a effetti "obbligatori" e non "reali" che fa nascere, a favore del comodatario, cioè di colui che riceve in comodato il bene, un diritto "personale" di godimento sulla cosa concessa in comodato, e non un "altro diritto reale". Pertanto, anche nel caso in cui il comodatario stipuli, quale locatore, un contratto di locazione, la titolarità del reddito fondiario non viene trasferita dall'usufruttuario-comodante al comodatario-locatore, per cui il reddito effettivo del fabbricato deve essere imputato, anche in quest’ipotesi, all'usufruttuario dell’immobile. Il reddito derivante dalla locazione, ridotto forfetariamente del 15%, se superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%, va imputato all'usufruttuario e, da questi, dichiarato nel quadro RB del modello di dichiarazione Unico. Qualora sussistano i presupposti indicati nell’articolo 8, comma 1, della legge 431 del 9 dicembre 1998, il reddito imponibile derivante dalla locazione parziale dell’appartamento, è ridotto di un ulteriore 30% in virtù del beneficio previsto dalla succitata disposizione.
Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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  Comodato d'uso quesito del 20-11-10
Domanda  Ho una villa al mare (5 vani) che non uso da diverso tempo, posso locare a titolo gratuito questa villa o porzione di essa (alcune stanze = letto + bagno) ad un amico di famiglia (nella vita mi ha aiutato molto) anziano che ormai vive da solo e vorrebbe trasferirsi (quindi con cambio di residenza) in questa città accanto alla figlia ? Che tipo di contratto occorre fare?
Risposta  Nelle sue intenzioni vi è la volontà di stipulare un comodato, che è un contratto disciplinato dal codice civile agli articoli dal n. 1806 al 1812 in cui una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, garantendone un uso determinato per un periodo di tempo specificato. Scaduto il termine sussiste l'obbligo di restituzione della cosa.
Non è previsto alcun corrispettivo per l'utilizzo della cosa, poiché il comodato è "essenzialmente" gratuito (art. 1803 c.c. secondo comma).
Il comodatario nell'utilizzo della cosa è tenuto a comportarsi secondo la diligenza del buon padre di famiglia e deve custodire e conservare il bene, il cui uso deve essere specificamente indicato nel contratto. Non è, infatti, ammesso dalla legge un uso diverso da quello previsto da contratto.
Il rapporto che si crea tra i due soggetti è di tipo personale, non è quindi, possibile che il comodatario conceda ad un terzo il godimento della cosa in suo possesso, senza il previo consenso del comodante.
Il bene oggetto del comodato può essere richiesto dal comodante in qualsiasi momento, in caso dimostri di avere un'urgente ed imprevista necessità. Diversamente, la restituzione avviene allo scadere del termine pattuito o una volta effettuato l'uso concordato.
Con riferimento alle spese, il comodatario è tenuto a sostenere quelle relative alla conservazione e al mantenimento ordinario del bene, mentre al comodante competono le spese necessarie per gli interventi urgenti e straordinari.
I contratti di comodato stipulati verbalmente non sono soggetti all'obbligo di registrazione.
La registrazione del contratto scritto va effettuata entro 20 giorni presso l'ufficio del registro e va corredata dall'attestazione di pagamento (mod. F23 codice tributo 109T) della relativa imposta (euro 168,00). Trattandosi di un contratto a titolo gratuito, le spese per la registrazione sono poste a carico del comodatario.
E' obbligatoria la comunicazione alla P.S. contenente le generalità del comodatari.
Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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  Comodato d'uso quesito del 20-11-10
Domanda  SCUSATE PRIMA HO SBAGLIATO INDIRIZZO MAIL

Ho una villa al mare, che ormai non uso da alcuni anni (di 5 vani) vorrei locarla a titolo gratuito ad un amico di famiglia (nella mia vita mi ha molto aiutato ed ho voglia di aiutarlo) anziano che vorrebbe trasferirsi (con relativo cambio di residenza) vicino alla figlia che vive in questo posto. E se va fatto un contratto devo registrarlo? se si dove nel suo comune di provenienza o nel comune della casa ?
Se si, che tipo di contratto devo fare o, in alternativa, posso locare, visto che è solo, solo alcune stanze (la villa è grande!) magari una stanza da letto + il bagno.
Prima di dargli una risposta vorrei essere certo di non andare incontro a delle problematiche ( es. fisco, agenzia delle Entrate)
Risposta  Nelle sue intenzioni vi è la volontà di stipulare un comodato, che è un contratto disciplinato dal codice civile agli articoli dal n. 1806 al 1812 in cui una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, garantendone un uso determinato per un periodo di tempo specificato. Scaduto il termine sussiste l'obbligo di restituzione della cosa.
Non è previsto alcun corrispettivo per l'utilizzo della cosa, poiché il comodato è "essenzialmente" gratuito (art. 1803 c.c. secondo comma).
Il comodatario nell'utilizzo della cosa è tenuto a comportarsi secondo la diligenza del buon padre di famiglia e deve custodire e conservare il bene, il cui uso deve essere specificamente indicato nel contratto. Non è, infatti, ammesso dalla legge un uso diverso da quello previsto da contratto.
Il rapporto che si crea tra i due soggetti è di tipo personale, non è quindi, possibile che il comodatario conceda ad un terzo il godimento della cosa in suo possesso, senza il previo consenso del comodante.
Il bene oggetto del comodato può essere richiesto dal comodante in qualsiasi momento, in caso dimostri di avere un'urgente ed imprevista necessità. Diversamente, la restituzione avviene allo scadere del termine pattuito o una volta effettuato l'uso concordato.
Con riferimento alle spese, il comodatario è tenuto a sostenere quelle relative alla conservazione e al mantenimento ordinario del bene, mentre al comodante competono le spese necessarie per gli interventi urgenti e straordinari.
I contratti di comodato stipulati verbalmente non sono soggetti all'obbligo di registrazione.
La registrazione del contratto scritto va effettuata entro 20 giorni presso l'ufficio del registro e va corredata dall'attestazione di pagamento (mod. F23 codice tributo 109T) della relativa imposta (euro 168,00). Trattandosi di un contratto a titolo gratuito, le spese per la registrazione sono poste a carico del comodatario.
E' obbligatoria la comunicazione alla P.S. contenente le generalità del comodatari.
Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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  Comodato d'uso quesito del 30-10-10
Domanda  Vivo in un appartamento di mia proprietà a milano insieme al mio ex compagno. La nostra relazione è terminata per mio volere ma il mio ex compagno avvisato da otto mesi non ne vuol sapere di lasciarmi l'appartamento libero da lui e dalle sue cose. Consideri che il mio ex compagno ha preso dal 2004 la residenza nel mio appartamento e ora mi rivendica che avendo la residenza se ne andrà solo quando avrà troveto la sua situazione ideale, che per ora non è ancora arrivata. Le chiedo come posso fare per mandarlo via di casa. La ringrazio spero che mi aiuti a risolvere il mio caso, Crisina Pastore
Risposta  Buonasera, per disguidi informatici ho avoto solo ora il Suo messaggio.
Rispondo anche se in ritardo.
E' senza dubbio possibile estromettere il suo ex convivente dalla Sua casa, con un semplice atto di rilascio per occupazione abusiva.
Resto a disposizione per quanto Le occorra.
Cordialità
Avv.Laura Salvetti
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Tel e fax 02.29534554
e-mail lsalvet@tin.it

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