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  Condominio quesito del 25-07-12
Domanda  Salve. Abito in un complesso formato da 3 villini bifamiliari e un villino unifamiliare. Al complessi si accde tramite cancello carrabile. Il villino gode della servitù che abbiamo dovuto concedere sull'atto di acquisto. Il prorietario del villino unifamiliare non lo abita e lo ha ldiviso per affittarlo a 2 famiglie. fino a ieri pagava 2 quote per le spese comuni, oggi non vuole pagale più. Abbiamo noi diritto a pretenderla? I 7 villini sono tutti uguali. Grazie 1000
Risposta  L’obbligo di partecipare alle spese comuni è disciplinato dall’art. 1123 del codice civile, il quale stabilisce che ciascun condomino, in proporzione al valore della proprietà, salvo diversa convenzione, è tenuto a contribuire alle spese necessarie per la conservazione e godimento delle parti comuni dell’edificio, nonché per la prestazione dei servizi nell’interesse comune per le innovazioni deliberate dalla maggioranza. Nel presente caso l’immobile veniva dato in locazione a due diverse famiglie. Occorre dunque verificare a chi spetta corrispondere le quote per le spese comuni, se al proprietario-locatore o al conduttore. In tal senso esistono delle tabelle di ripartizione delle spese tra proprietario ed inquilino nel corso della conduzione di un immobile concesso in locazione. Ad esempio, le spese per l’installazione e la sostituzione di recinzione e cancelli, per la costruzione di passi carrabili, per la riparazione e verniciatura di cancelli di installazione, riparazione e sostituzione automatismi di apertura spettano al proprietario; quelle per la manutenzione ordinaria delle apparecchiature di automatismo di apertura dei cancelli spettano al conduttore.
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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  Condominio quesito del 18-07-12
Domanda  Scrivo questa mia per porre un quesito sulla ripartizione delle spese di condominio al vostro esperto:

Sono proprietario di una unità immobiliare tipo bifamiliare così suddivisa: piano terra (leggermente seminterrato con soffitto ribassato) e piano superiore (piano primo) di mia proprietà; piano secondo con tetto di copertura a terrazzo di proprietà del mio vicino (accesso eslusivo del mio vicino al terrazzo).

Vorei sapere se le spese di rifacimento (sostituzione) delle sole mattonelle di rivestimento del tetto a terrazzo che risultano danneggiate, senza provocare questo alcuna infiltrazione d'acqua piovana nella sottostante abitazion del mio vicino, debbano essere sostenute anche da me; E in caso affermativo tali spese come debbono essere ripartite tra queste due porzioni abitative ?

Ricordo che la mia porzione abitativa è su due livelli.

Ringrazio sin da ora per la cortese attenzione che vogliate accordarmi !


Porgo Distinti saluti !
Risposta  In tema di condominio negli edifici le parti dell’edificio - muri e tetti (art. 1117, n. 1 c.c.) - ovvero le opere ed i manufatti - fognature, canali di scarico e simili (art. 1117, n. 3 c.c.) - deputati a preservare l’edificio condominiale dagli agenti atmosferici e dalle infiltrazioni d’acqua, piovana o sotterranea, rientrano, per la loro funzione, fra le cose comuni, le spese per la cui conservazione sono assoggettate alla ripartizione in misura proporzionale al valore delle singole proprietà esclusive ai sensi della prima parte dell’art. 1123 c.c., e non rientrano, per contro, fra quelle parti suscettibili di destinazione al servizio dei condomini in misura diversa ovvero al godimento di alcuni condomini e non di altri (art. 1123, secondo e terzo comma, c.c.).
Nel presente caso, considerato che il rifacimento della pavimentazione del tetto adibito a terrazzo non sembra corrispondere ad esigenze di infiltrazioni d’acqua piovana e che l’usura delle mattonelle del tetto è conseguita all’ esclusivo uso fatto da uno solo dei condomini, la suddetta spesa ben può essere a suo totale carico.
In materia di condominio, qualora si debba procedere alla riparazione del cortile o viale di accesso all’edificio condominiale, che funga anche da copertura per i locali sotterranei di proprietà esclusiva di un singolo condomino, ai fini della ripartizione delle relative spese non si può ricorrere ai criteri previsti dall’art. 1126 c.c., ma si deve, invece, procedere ad un’applicazione analogica dell’art. 1125 c.c., il quale accolla per intero le spese relative alla manutenzione della parte della struttura complessa identificatesi con il pavimento del piano superiore a chi con l’uso esclusivo della stessa determina la necessità della inerente manutenzione, in tal senso verificandosi un’applicazione particolare del principio generale dettato dall’art. 1123, secondo comma, c.c.. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, e decidendo nel merito ha accolto l’opposizione di un condominio avverso la delibera con la quale le spese di riparazione del cortile comune erano state poste a carico per un terzo del condominio e per due terzi del proprietario esclusivo di un sottostante locale, ritenendosi che l’usura della pavimentazione del cortile era stata determinata dall’utilizzazione esclusiva che della stessa veniva fatta dalla collettività dei condomini). Cass. Civ. 2010 n. 10858

Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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  Condominio quesito del 12-07-12
Domanda  esiste la possibilità di appellarsi nel caso l'amministratore si auto sospenda dall'incarico ad un nuovo amministratore condominiale nominato d'ufficio dal tribunale di Milano?se si con quale prassi e in quali tempi?
Visto che avevo già provato in passato come consigliera ed i tempi di ricerca con le mie sole forze si erano rivelati lunghissimi con conseguenti spese arretrate x il condominio..
Risposta  Buongiorno a Lei, è senz'altro possibile istaurare una procedura abbastanza veloce per al nomina giudiziale di un nuovo amministratore.Il nostro studio redige pareri e instaura controversie a tariffe agevolate per gli utenti di clubcasa.it
Resto a disposizione per quanto Le occorra.
Cordialità
Avv.Laura Salvetti
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20124 – Milano
Tel e fax 02.29534554 - 3406719669
e-mail segreteria@studiolegaletusasalvetti.it
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  Condominio quesito del 29-06-12
Domanda  La via urbana dove abito é costituita da villini e si caratterizza per una infilata di muretti (di 1 mt) e ringhiere. Questi sono visivamente ed esteticamente assimilabili alla facciata e ne costituiscono di fatto la parte più esterna, Allo stesso tempo, delimitano una zona di rispetto dalla facciata vera e propria di 3 mt, cui insistono giardinetti privati. Nell’unico villino che ha, al posto della ringhiera, una trama di mattoni (costruita quando, a causa della guerra, le opere in ferro vennero requisite), i condomini concordano nel ripristinare la situazione pre bellica (con ringhiera), ma non concordano nella divisione delle spese. Qual’é?. Aggiungo che sul giardinetto privato, cui si accede dal vialetto interno, affacciano, al livello del giardino, sia due finestre del proprietario sia una finestra di un condomino.
Risposta  La ripartizione delle spese avviene secondo il consueto criterio stabilito dalla disposizione di cui all’art. 1123 del codice civile, ovvero le spese per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione. Nel caso in cui dovesse trattarsi di una parte comune destinata però a servire ai condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione all’uso che ciascuno può farne.
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  Condominio quesito del 10-06-12
Domanda  Salve, abito al piano terra di un condominio composto da 2 appartamenti per piano, io sono l'unico ad avere la taverna, quindi dal box accedo direttamente in taverna quindi in casa, devo sostenere comunque le spese per ascensore o scale varie, oltretutto il mio appartamento avendo la taverna rispetto al mio dirimpettaio ha più millesimi di proprietà quindi per assurdo non so neanche come e' fatto l'ascensore e pure pago più del mio dirimpettaio appunto. Vi sono alcune normative che spiegano chiaramente questo dubbio??? Grazie attendo risposta!!!

Risposta  Buongiorno a Lei, il Codice Civile dagli artt. 1100 in avanti regolamente problematiche come quella da Lei segnalata. Il nostro studio redige pareri e instaura controversie a tariffe agevolate per gli utenti di clubcasa.it
Resto a disposizione per quanto Le occorra.
Cordialità
Avv.Laura Salvetti
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  Condominio quesito del 25-05-12
Domanda  Egr. Avvocato
abitando in un gruppo di villette a schiera con giardino di proprietà vorrei sapere se è lecito la contestazione da parte di un altro proprietario circa l'utilizzo del barbeque nel mio giardino
Grazie e cordiali saluti
Risposta  Buongiorno a Lei, il codice civile è molto chiaro in merito al divieto di immissioni di fumo, che sono ampiamente contestabili dal suo vicino. Il nostro studio redige pareri e instaura controversie a tariffe agevolate per gli utenti di clubcasa.it
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