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  Controversie legali quesito del 12-04-11
Domanda  Buongiorno!
Vi scrivo per avere una delucidazione su un problema sorto dopo la vendita di una casa.
A settembre 2010 il mio compagno ha venduto - da privato a privato - una porzione di villetta che aveva acquistato dal costruttore nel 2007. Il mio compagno ci ha vissuto da settembre 2008 a settembre 2009, quando poi è venuto nelle mie zone e abbiamo ristrutturato la casa che era di mio nonno. Ormai conviviamo da quasi 2 anni.
Tornando al discorso della casa che lui ha venduto...con la persona che l'ha acquistata e che ora vi abita era stato stipulato un accordo che lo autorizzava a trattenere 2000 euro per dei punti rovinati di intonaco. L'impresa avrebbe dovuto uscire a sistemare, in modo che poi si sarebbe chiuso tutto il problema e il mio compagno avrebbe avuto i 2000 euro che questa persona si è trattenuta.
Ieri sera - a distanza di 8 mesi - questa persona si è fatta viva dicendo che ha acqua nel sottotetto ancora a rustico, e incolpa il mio compagno per tale problema, minacciandolo di passare per vie legali, perchè secondo questa persona è il mio compagno a dover contattare l'impresa costruttrice per uscire a fargli i lavori al tetto.
Il mio compagno deve rispondere di ciò? non avendo mai avuto problemi al tetto nell'anno in cui lui ha vissuto in quella casa, e essendo un problema venuto fuori ora? Se la casa è coperta da garanzia di 10 anni del costruttore questa persona ogni problema che potrà avere in futuro deve sempre - scusi il termine - rompere l'anima a noi? O deve vedersela lui con il costruttore, essendo ormai lui il titolare della casa?
Premetto che l'acquirente è una persona davvero molto pesante, e la stessa azienda costruttrice, da quello che ci ha detto lui ieri, più volte gli ha riattaccato il telefono, o addirittura non gli rispondeva?
Cosa comporterebbe se lui dovesse davvero mandarci un avviso legale? Noi dovremmo rivalerci sull'impresa o non ha alcun valore? Noi ci stiamo per sposare e la casa che abbiamo ora è provvisoria perchè tra qualche anno vorrei tornare vicino alla mia famiglia. Questo problema può crearci problemi per il nostro futuro?
E' possibile far scrivere una lettera ad un avvocato, che una volta sistemato il problema concordato all'atto del rogito, questa persona non potrà più contattarci per ogni problema che gli potrà capitare in futuro? Vorremmo evitare che per ogni cosa ci contatti!
Grazie!
Cordiali saluti
Silvia Bernini
Risposta  E' un parere troppo complesso per essere espresso in poche righe online
Buongiorno a Lei,
Resto a disposizione per quanto Le occorra.
Cordialità
Avv.Laura Salvetti
-----------------------
C.so Buenos Aires, 10
20124 – Milano
Tel e fax 02.29534554
e-mail lsalvet@tin.it
Laura Maria Rachele Salvetti      contatta Laura Maria Rachele Salvetti contatta questo professionista
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  Controversie legali quesito del 30-03-11
Domanda  Ero assieme alla mia ex-ragazza in un appartamento con regolare contratto, dal momento che lei mi ha lasciato, l'appartamento è rimasto con regolare contratto per due mesi(pagati) e successivamente tramite accordo verbale con il proprietario me lo ha lasciato a me in nero per tre mesi in modo da aspettare che trovassi un altra sistemazione. Dal momento che me ne sono andato avevo pagato sempre mensilmente lì'affitto in nero(senza ricevute peraltro), adesso però mi ritrovo che mi chiede spese condominiali e due mesi d'affitto anche se ho pagato ma non posso dimostrarlo...chi ha ragione? cioè secondo voi dovrei pagarlo anche se l'ho già fatto? oppure comunque dal momento che ero in nero lui non può dimostrare quanto mi chiedeva pertanto non può chi9edermi nessun soldo? inoltre lui non si dovrebbe auto denunciare per evasione fiscale?
Risposta  Buongiorno a Lei, mi chiami pure al cellulare, così verifichiamo al possibilità di difesa contro il proprietario che le chiede i soldi.
Resto a disposizione per quanto Le occorra.
Cordialità
Avv.Laura Salvetti
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  Controversie legali quesito del 19-03-11
Domanda  Mia suocera dopo avermi fatto fare lavori di ristrutturazione ed ampliamento con successiva divisione di un appartmento in 2 appartamenti indipendenti int 2 e int. 3. Nell'interno 2 ci vive lei nell'int. 3 ci vivo io da separata con mia figlia 19 enne studentessa prossima all'università. Mi ha citata nel 2007 in tribunale dichiarando che noi vivevamo nello stesso appartamento e che lei non poteva più vivere con noi e rivoleva la casa. Io dichiaravo al giudice che gli appartamenti erano 2 e non 1 come diceva la suocera sulla sua deposizione. Per farla breve all'epoca vinsi la causa e la casa restò a me. Pochi giorni fa mi arriva nuova citazione in tribunale da mia suocera che fa ricorso per la casa. Dice che siccome è invalida e deve essere accudita 24 h su 24 rivuole la porzione di casa che mi ha dato in comodato. Qui si tratta di appartamento indipendente dal suo e non di porzione di casa. Inoltre non è vero che deve essere accudita in quanto cammina e si fa le faccende domestiche da sola, vive da sola e si fa da mangiare da sola anche se è anziana ed è riuscita a prendere l'invalidità. Io nel frattempo ho fatto fare una perizia giurata dove dimostro che gli appartamenti sono due con tanto di timbro catastale.(alla precedente causa non riuscii a depositare in tempo la perizia). Vengo a scoprire anche che la suocera o chi per lei ha riaccorpato sulle carte gli appartamenti (int. 2 e int. 3) facendo una fusione, ma in realtà io continuo a vivere nel mio appartamento e lei nel suo. A monte di tutto questo c'è mio cognato che vive al piano di sotto al nostro e non vede l'ora di buttarmi fuori per prendersi lui tutti e due gli appartamenti di sopra (int. 2 e int.3).
Mi dareste qualche consiglio per come sarebbe meglio muoversi ? Grazie
Risposta 
In considerazione della nuova citazione ricevuta, è necessario ricorrere all’assistenza del legale che possa valutare innanzitutto se non vi è reiterazione di una domanda già oggetto di rigetto da parte dell’autorità giudiziaria; secondariamente, sarà necessario impostare una idonea difesa tecnica nell’instaurato nuovo giudizio, dopo aver esaminato tutta la relativa documentazione sia catastale, sia del precedente procedimento giudiziario.
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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  Controversie legali quesito del 16-02-11
Domanda  Salve, non so piu a chi chiedere, anche professionisti mi rispondono un modo opposto quello che per uno è fattibile per l'altro è il contrario, la situazione è questa, ho, anzi avevo una società srl, che ho ceduto poco tempo fa, e che non navigava in buone acque, l'ho dovuto fare sia perchè non ne uscivo, sia per questioni di salute ( angioplastica da stress) comunque il fatto sta che la società e stata fondata nel 2007 è una srl ed eravamo 3 soci, io persona fisica e ammistratore, poi due società, dopo due anni per motivi di incompatibilità con uno dei due soci ho fatto la stupidaggine di comprarmi le quote, ( la società aveva gia svariati debiti) perchè pensavo di riuscirla da solo a risollevarla, invece è andata sempre peggio, comunque nel 2007 ho apero il conto in una banca essenso io amministratore, ho firmato vari moduli tra cui ahi ahi una fjidussione ( non lo sapevo ma la legge non ammette ignoranza sigh!!!)dove mi hanno dato 10.000 euro si sconfinamento e 20.000 su sconto fatture, dopo aver comprato la società ho aperto un altro conto in un altra banca e preso 40.000 euro 5.000 di scoperto e 35.000 di sconto fatture, e successivamente ho fatto un leasing per delle macchine che mi servivano per una grossa commessa e anche qui firmato una fjidussione senza saperlo, comunque ora mi trovo con la prima banca che mi ha fatto un decreto ingiuntivo sia alla società che all'epoca del decreto ingiuntivo era ancora mia, sia a me medesimo in quanto garante per la crifa di 35.000 euro, a loro ho risposto che avrei voluto dargli subito 5.000 euro, altri 5.000 dopo 30 giorni e poi 1.000 al mese fino alla completa rewstituzione del debito, non mi hanno ancora risposto, ed sono passati 60 giorni, poi mi ha scritto il leasing che ritiene recisso il contratto, e chiede il pagamento di 9.000 euro di rate scadute e 24.000 euro per il saldo, se no passano tutto allo studio legale, questa raccomandata è arrivata dopo la vendita della società, e dulcis in fundo devo alla seconda banca 32.000 euro ma loro ancora non hanno fatto nulla ne verso la società ne verso me stesso.
ora io sono in comunione dei beni con mia moglie, ho una casa del valore di circa 280.000 euro e un mutuo residuo su di essa di circa 100.000, il mutuo lo sto pagando regolarmente, ( ho altri 13 anni) io non sto lavorando, mia moglie è dipendente pubblica e con vari prestiti ( cessione del quinto) guadagna circa 950 euro al mese, paghiamo 650 euro di mutuo..... mi sta dando una mano mia madre ( per questo ho fatto la proposta alla prima banca) ma il lesing e l'altra banca non ce la farò mai a pagarle, quindi mi era stato detto di fare due cose, per tutelare la casa ( che è quello a cui tengo di piu) premetto che ho 3 figlie di cui una minorenne 9 anni, e le altre due che abitano comunque con noi, una era quella di fare un fondo patrimoniale familiare e avendo una figlia minorenne non sarebbe facilmente attaccabile, ( ed era la cosa che mi mi aggradava) la seconda era la separazione consensuale con la cessione della mia quota di casa a mia moglie e la registrazione presso il catasto) logicamente con tutto quello che comporta la separazione, cambio di domicilio, conto corrente ect ect... io non intendo fare il furbo, se avessi la possibilita pagherei tutti, ma putroppo non è andata e non posso permettermi di mettere per strada moglie e 3 figlie preferirei andarein galera se fosse questa una soluzione.... grazie in anticipo se poteste darmi qualche delucidazione.
stefano
Risposta  La predisposizione di atti finalizzati a rendere maggiormente difficoltoso il recupero delle somme da parte dei creditori, costituisce presupposto perché si possa far valere un’azione volta a dimostrare la simulazione degli atti con contestuale declaratoria di inefficacia nei confronti del creditore che ha agito in giudizio.
Ad ogni buon conto, è bene precisare che la costituzione di un fondo patrimoniale per la famiglia costituisce un modo per rendere i beni inclusi in detto fondo, più difficilmente aggredibili da parte dei creditori. Anche l’atto di conferimento in tale fondo patrimoniale può costituire oggetto di azione revocatoria.
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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  Controversie legali quesito del 31-01-11
Domanda  sono proprietario di una viletta dove abito a piano terra, in terrazza al 1° piano ho costruito una mansarda allo stato autorizzata come non abitabile, che al momento si trova allo stato grezzo.
E' intenzione dello scrivente farla utiulizzare dai due figli che hanno dato la disponibilità a completare detti locali rispettivamenti divisi lato est ed ovest da muro perimetrale.
Essendo che detti figli vogliono investire per il completamento e per il godimento, desiderano cautelarsi con una scrittura privata, in attesa che in futuro nella disponibilità economica personale dello scrivente proprietario, possa dividere trasferire la proprietà con usufrutto, la particella, del piano terra e regolarizzare catastalmente anche la divisione del piano mansarda. Quale bozza di scrittura privata potrei avere al fine di mantenere l'usufrutto dell'intero immobile e salvaguardare la possibilità di vendita da parte dei figli che possono vantere il diritto ad aver reso la mansarda vivibile.
In attesa di un cordiale riscontro si ringrazia anticipatamente.
Risposta  Occorre rivolgersi ad un esperto che possa predisporre un accordo nel quale si darà atto del fatto che il denaro necessario alla ristrutturazione è stato apportato dai figli e che, nel momento in cui sarà possibile procedere ad una effettiva ristrutturazione e divisione, il padre manterrà per sé il diritti di usufrutto.
Avv. Patrizia Beltrami

Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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  Controversie legali quesito del 30-01-11
Domanda  Sono proprietario di 1/3 di una casa ereditata da me e altri du fratelli, mio fratello essendosi separato è andato a vivere da un anno e mezzo nella casa ereditata, Io abitando in un'altra città, vado in questa casa un paio di giorni al mese. adesso mio fratello a portato vivere in questa casa una donna chè non è la moglie, cosa devo fare per tutelare la mia parte di eredità. Grazie
Risposta 
E’ auspicabile trovare un accordo preventivo in merito all’utilizzazione della casa comune, eventualmente prevedendo un sorta di canone di locazione a carico del maggior utilizzatore, fatta salva la possibilità di parziale utilizzo da parte degli altri coeredi.
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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