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  Edilizia agevolata quesito del 03-02-11
Domanda  Salve,
per far decadere un vincolo decennale di inalienabilità su un immobile, secondo l'articolo 6 numero 10 del D.lgs. 104/96, ci deve essere un incremento del nucleo familiare di due unità oppure il trasferimento della residenza di tutto il nucleo familiare in un comune a 50 km di distanza dal comune dell'immobile.

Ora, con un nucleo familiare all'atto della cessione dell'immobile da parte dell'INPDAI costituito da 4 persone (padre, madre e due figli), con uno dei due figli che nel corso degli anni si sposa e si trasferisce in una nuova casa nello stesso comune di residenza, precisamente quali componenti del nucleo familiare originario devono cambiare residenza a più di 50
km da dove risiede l'immobile? Padre, madre ed entrambi i figli? Oppure non è necessario che cambi la residenza anche il figlio che nel
frattempo si è sposato uscendo quindi dal nucleo familiare originario?

Grazie.
Risposta 
Un’interpretazione corretta della norma dovrebbe indurre a ritenere che il riferimento sia al nucleo effettivamente dimorante nell’immobile.
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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  Edilizia agevolata quesito del 01-11-10
Domanda  Buonasera,
ho preso un appartamento nel Comune di Roma in edilizia agevolata/popolare/economica legge 167/62 con diritto di opzione di riscatto allo scadere del 15 anno dall’assegnazione.

1. fino a pochi giorni fa’ sapevo di dover pagare l’affitto per 15 anni e, allo scadere di tale periodo, poter rogitare riscattando l’appartamento con il corrispondere del residuo del mutuo che la cooperativa ha stipulato con la banca. Invece, oggi, ci hanno prospettato di rogitare adesso avendo così la “proprietà differita dell’immobile” per 15 anni e pagare direttamente il mutuo con la banca. Si puo’ fare? Quali sono i pro e i contro della proprietà differita? Mi conviene?

2. quando si parlava di riscatto si prendeva in considerazione il “prezzo massimo di cessione” che il Comune di Roma avrebbe imposto tra 15 anni. Oggi, ci vogliono far pagare una cifra (170.000,00 circa) che è superiore al prezzo massimo di cessione (120.000,00 circa) che il comune di roma ha calcolato quest’anno. E’ normale? Mi stanno fregando?

3. La cooperativa ha stipulato una convenzione (ai sensi dell’art.35 della legge 22.10.1971 n.865) per la concessione del “diritto di superficie” per 99 anni, nel Piano di Zona XYZ, e potrà essere rinnovata ad istanza del concessionario a domanda, un’anno prima della scadenza. Questo vuol dire che se io acquisto l’appartamento il comune potrà tra 200 anni avvelersi della proprietà del terreno su cui c’è la mia casa e togliere ai futuri miei eredi la casa?

Se io tra 20 anni vendo la casa la posso vendere a prezzo di mercato oppure dovrò venderla ad un prezzo più basso perchè è una casa popolare e perchè il terreno è di proprietà del Comune di Roma?

Attendo vostri chiarimenti prima di fare un passo importante come quello di acquistare casa.

Grazie
Saluti

Risposta  Per poter verificare la legittimità della richiesta occorre verificare la proposta formalizzata dalla cooperativa e precisamente le ragioni ed i termini in base ai quali si procederà alla vendita anticipata.
In linea di massima, il prezzo massimo di cessione costituisce il limite di prezzo a cui il bene immobile deve essere venduto.
Di certo l’acquisto di una abitazione, rientrante nei piani di edilizia agevolata, impone, in fase di rivendita di specificare tale circostanza che, indubbiamente, potrà incidere sul prezzo di vendita. Ciò premesso, è bene dire che tendenzialmente i comuni provvedono alla scadenza della diritto di superficie a rinnovare il periodo di durata ed in alcuni casi a proporre il definitivo acquisto del terreno su cui risulta realizzato l’immobile.

Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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  Edilizia agevolata quesito del 21-10-10
Domanda  Vorrei acquistare per mia figlia un appartamento a Roma acquisito dagli attuali proprietari nel 1997 in regime di edilizia convenzionata (diritto di superficie 99 anni).
Poiché posso usufruire a mio nome di un mutuo a tasso agevolato ed avendo la possibilità di intestare l'appartamento a me (50% 2^ casa) ed a mia figlia (50% 1^ casa), vorrei conoscere la fattibilità di tale possibilità (parte 2^ casa - parte 1^ casa) e sapere se gli attuali proprietari possono richiedere, come nel caso specifico, il prezzo di libero di mercato.
Grazie delle informazioni.
Risposta  Occorre verificare se sono decorsi i termini di legge per la libera commerciabilità dell’immobile in questione. Diversamente, infatti, la vendita potrà avvenire solo se autorizzata dall’ente pubblico territoriale di riferimento alle condizioni da quest’ultimo indicate.
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  Edilizia agevolata quesito del 14-10-10
Domanda  salve ho acquistato circa 6 anni fa una appartamento edilizia agevolata, nel 2008 avrei voluto rivenderla e prodotta la tramide domanda all'ater mi mi conuinicarono gli stessi che per anticipare la vandita dll'appartemento bisognava essere in possesso di alucuni requisiti e pagare una cifra intorno alle 20 mila euro.
vari problemi di natura personale hanno rinviato la mia vendita ad oggi, momento in cui sono passati i famosi 5 anni che "vietavano" predetta vendita. alla data odierna ho ancora degli obblighi verso l'Ater?
anche di natura economica?
contattati stamattina mi hanno detto che devo comunque pagare una cifra che mi verrà comunicata, dopo aver riprodotto domanda come fatto due anni fa.
e possibile?
ultima cosa per vendere devo comunque aspettare la liberatoria dell'Ater(120 gg)?
grazie
Risposta  Ai sensi dell’art. 1, comma 20 legge 560/1993, in caso di dismissione di alloggi ex IACP il termine dovrebbe essere di 10 anni; ed in ogni caso, la successiva rivendita deve essere comunicata allo IACP che mantiene il diritto di prelazione.
Qualora, invece si tratti di dismissione di immobile di altro ente pubblico, il divieto di alienazione perdura per 5 anni, decorsi i quali non appare sussistere alcun altro tipo di vincolo per il proprietario.

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  Edilizia agevolata quesito del 01-10-10
Domanda  Buongiorno, vorrei avere un consiglio di come procedere ad un mio quesito. Mi trovo in un appartamento della amministrazione Difesa, dove dicono che debbano essere vendute, uno dei requisiti per la vendita è quella di essere la prima abitazione e fin qui ci siamo. Il mio problema nasce dal desiderio di comprare una villetta in montagna, visto che da poco tempo sono andato in pensione, premesso di avere due figli, di cui uno convive con la compagna pagando un mutuo al 50% come prima casa, mentre l'altro figlio è disoccupato ma convive in casa mia. La domanda è questa a chi intestare la villetta senza intaccare le agevolazioni di prima casa anche per il secondo figlio per un eventuale acquisto in futuro di un appartamento? Premetto che eventuali spese sarebbero tutte a mio carico, cosa mi consigliereste di fare? Io non ho la più pallida idea.Distinti Saluti GRAZIE:
Risposta 
Occorre verificare quali sono i requisiti che, in casi simili, sono stati richiesti dall’Amministrazione per consentire l’acquisto agevolato.
Infatti, qualora si faccia riferimento al nucleo famigliare convivente, per valutare la sussistenza dei requisiti, l’eventuale acquisto anche a favore del figlio disoccupato ma convivente potrebbe comportare degli ostacoli al buon esito della compravendita agevolata.
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  Edilizia agevolata quesito del 27-09-10
Domanda  Salve, sto tentando un acquisto di una casa in convenzione edilizia e nella convenzione (fornitami solo su richiesta della banca alla quale ho fatto domanda di mutuo),è presente nella clausula "Sanzioni a carico del concessionario", il paragrafo segnente:
Nel caso di cessione o di locazione di alloggio per un corrispettivo superiore a quello determinato,sara applicato al superficiario inadempiente una penalita concezionale in misura variante da 3 a 5 volte la differenza tra il corrispettivo da richiedere in base alla presente convenzione e quello effettivamente richiesto.
Ora, l'agenzia e il notaio (fornito dell'agenzia) dicono che la casa è vendibile e che la clausula riguarda solo il primo passaggio (tra costruttore e primo acquirente) e che la sanzione non è imputabile a me in quanto acquisto da privato.Visto che gia mi sono esposto per diverse decine di migliaia di euro, vorrei avere certezza su come muovermi,se sto perdendo il mio denaro e soprattutto se mi sto cacciando in una situazione dalla quale difficilmente (da quello che capisco essendo io ignorante in materia) riusciro ad uscirne illeso. Termino con il dire che sto acquistanto l immobile a 245000 euro e che il prezzo imposto è di 110000 euro a quel che risulta.

Grazie
Risposta 
Per verificare la ritualità dell’acquisto è necessario capire se sono decorsi i termini di legge, previsti per il tipo di convenzione edilizia stipulata dalla originaria dante causa.
Infatti, ai sensi dell’art. 20 legge 179/92, decorso il termine cinquennale gli alloggi di edilizia economica possono essere liberamente alienati.
Qualora vi sia stato un contributo a fondo perduto da parte dello Stato, il predetto contributo sarà mantenuto dal nuovo proprietario se lo stesso possiede i requisiti oggettivi e di reddito previsti dalla normativa di settore.
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