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  Imposte sugli immobili quesito del 19-10-09
Domanda  Le espongo il seguente caso:
sono proprietario e occupo con la mia famiglia due appartamenti contigui di 6 stanze complessive oltre accessori e distintamente accatastati in classe "C".
Il Comune di Bitonto (BA) ritiene che uno dei due appartamenti non possa godere della esenzione derivante dalla qualifica di "prima casa" e che, pertanto, si debba pagare la tariffa piena sul secondo appartamento.
Faccio presente che il primo appartamento è composto da 4 stanze oltre accessori.
Gradirei sapere come devo comportarmi se Lei ritiene che l'atteggiamento del Comune sia infondato. Diversamente ..., "nulla quaestio"!
Risposta  va ribadito il principio secondo il quale gli aspetti essenziali e oggettivi devono prevalere su quelli formali e ribadito che per «abitazione principale» ben possa intendersi anche la casa composta da più unità immobiliari destinata, per le sue caratteristiche strutturali complessive e per la sua concreta e inequivocabile funzionalità, a essere utilizzata come alloggio abituale al fine di soddisfare le necessarie esigenze abitative del nucleo familiare del contribuente (in senso conforme, Commissione tributaria provinciale di Bari, sezione IX, sentenza 82 del 4 maggio 2004; Commissione tributaria provinciale di Salerno, sezione III, sentenza 209 del 26 settembre 2002; sezione XIV, sentenza 185 del 21 novembre 2000). Chi scrive ha sempre ritenuto che il principio stabilito nella risoluzione 6 del dipartimento delle politiche sociali (Dpf) del 7 maggio 2002 e avvalorata da una parte della giurisprudenza di merito (Commissione tributaria provinciale di Como, sezione I, sentenze 123 del 21 dicembre 2004 e 158 del 10 ottobre 2002) sia piuttosto generico e formale che mal si concilia con alcune disposizioni legislative (si veda articolo 5, comma 4, del decreto legislativo 504/92) e aspetti reali delle fattispecie impositive. Peraltro, lo stesso comma 2 dell’articolo 8 del decreto legislativo 504/92 fa riferimento all’unità immobiliare «adibita» ad abitazione principale del contribuente. E poiché nella lingua italiana il verbo «adibire» sta per «riservare a un determinato uso» o «impiegare per uno scopo», è agevole concludere che le due unità immobiliari sono adibite, cioè usate o impiegate, ad abitazione principale del soggetto passivo d’imposta e suoi familiari che dimorano abitualmente nelle unità stesse. In sostanza, riteniamo che la nozione di «abitazione» non possa essere limitata dal concetto formale di unità immobiliare «catastale».
Nell’attesa che l’ordinanza (11426/05) dei giudici di legittimità venga analizzata, il lettore potrebbe valutare l’opportunità di instaurare un apposito contenzioso tributario nei confronti dell’ufficio comunale competente. (Fonte: Il Sole 24 Ore).
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  Imposte sugli immobili quesito del 07-10-09
Domanda  Dovrei acquistare un terreno edificabile ad ottobre 2009 per costruirci sopra la prima casa. Attualmente il proprietario del terreno paga l'ici. Acquistandolo dovrei continuare a pagarla io anche se non sono proprietario di altro immobile nè in Italia nè all'estero? Se si, visto che con questo governo l'ici sulla prima casa non è piu' dovuta, fino a quando dovrei pagarla? Fino a costruzione ultimata o solo fino alla dichiarazione di inizio lavori?
Risposta  sull'area edificabile, fino a che il fabbricato è in corso di costruzione, si paga l'ici, sul valore di mercato dell'area e l'aliquota propria del comune in cui è sita.
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  Imposte sugli immobili quesito del 07-10-09
Domanda  Ho venduto un box nel 2009 devo presentare la dichiarazione ici?
Risposta  la Finanziaria 2007 (più precisamente il comma 174 dell'articolo 1 della legge 296/2006) ha disposto che "... resta fermo l'obbligo di presentazione della dichiarazione nei casi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell'imposta dipendano da atti per i quali non sono applicabili le procedure telematiche previste dall'articolo 3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 463, concernente la disciplina del modello unico informatico".
Tale modello viene utilizzato sin dal 15 giugno 2004 da tutti i notai per gli atti di compravendita di immobili oltre che per gli adempimenti relativi agli atti di cessione e costituzione, effettuati a titolo oneroso, dei diritti reali di proprietà e di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie.
Conseguentemente, tutti gli atti di questo tipo posti in essere dal periodo d'imposta 2007 esonerano il contribuente dall'obbligo di presentazione della dichiarazione.
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  Imposte sugli immobili quesito del 25-09-09
Domanda  Il 19 Ottobre 1992 è stato fatto l'Atto Notarile per
l'acquisto di un appartamento, intestato a mio figlio.
L'atto non comprende l'usufrutto di noi genitori che
abitiamo l'appartamento.
Siccome il comune dove abito fa pagare l'ICI a mio figlio per l'appartamento in questione, semplicemente
perchè è residente in altro comune dove non possiede nulla; vorrei sapere se c'è qualche possibilità
per non fargli pagare più l'ICI.
- Paga 300 Euro l'anno
- Il comune non contempla il "Comodato d'uso".
Grazie per l'attenzione e per la gentile risposta
Remini Roberto
Risposta  la risposta la può fornire l'ufficio tributi del Comune, che sulla materia ha autonomia decisionale.
Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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  Imposte sugli immobili quesito del 12-08-09
Domanda  Il comune di Fabriano mi ha notificato un avviso di accertamento relativo all'anno 2003 per omessa dichiarazione ICI di un immobile che ho acquistato per successione nell'anno 1997. Visto l'art. 1, comma 161, della Legge n. 296/2006, visto l'art. 10, comma 4, del D.Lgs 504/1992, considerato che per quanto concerne l'omessa presentazione della dichiarazione o denuncia, il ministro dell'Economia e delle Finanze, nella risposta all'interrogazione parlamentare 4-00702 del 18 settembre 2001, ha precisato che la violazione "deve essere sanzionata solamente per il primo anno in cui è stata commessa", ritengo che che siano decaduti i termini per la notifica dell'accertamento. E' così?
Risposta  Quesito 12-08-2009 – ici e prescrizione


Ai sensi dell’art. 11 d.lgs. 504/92, l’avviso di accertamento, nel caso di omessa dichiarazione, deve essere notificato al contribuente entro il “31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o la denuncia avrebbe dovuto essere presentata ovvero a quello nel corso del quale è stato o doveva essere eseguito il versamento dell’imposta”. Pertanto, nel caso di specie, sembrerebbe ammissibile la proponibilità del ricorso dinanzi la competente commissione tributaria per far valere la relativa eccezione di prescrizione.
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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  Imposte sugli immobili quesito del 23-05-09
Domanda  Gentile esperto
desidero sapere quale sono le spese che si possono sommare al costo della casa per evitare di dover pagare una plusvalenza alta.....

es.:ho acquistato a 130000,00 euro un terreno passato dopo 2 anni edificabile l' ho permutato con un costruttore per costruire una casa sullo stesso e la sto rivendendo a 370000,00 euro posso posso aggiungere al valore del terreno i costi per la costruzione (vedi concessione edilizia,spese notarili ecc....)

Grazie anticipatamente
Risposta 
Ai sensi del comma 496 dell’art. 1 legge 266/2005, in deroga alla disciplina ordinaria, il contribuente può richiedere al Notaio, di applicare un’imposta, sostitutiva di quella sul reddito prevista dal Testo Unico, pari al 12,5% da applicarsi sulla plusvalenza realizzata.
In difetto, troverà applicazione il criterio ordinario, secondo cui l’imposta sul reddito deve applicarsi sulla plusvalenza, ottenuta dalla differenza tra il costo di acquisto comprensivo di ogni altro costo inerente, ed il prezzo di vendita.
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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