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Sono state trovate 88 corrispondenze...
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  Pratiche notarili e catastali quesito del 06-11-09
Domanda  Salve, mi rivolgo a voi per avere delle informazioni sulla divisione di patrimonio. Mio nonno alla sua morte avvenuta circa 15 anni ha lasciato ai 5 figli (mio padre è il primo) un patrimonio di ben 30 ettari. A seguito di alcuni problemi però gli eredi non sono mai riusciti a dividere tra di loro il suddetto. In questi anni su una parte del terreno mio padre ha attuato un contratto in affitto ad una cooperativa per un tempo determinato di circa 20 anni con relativa scadenza 2020. Quello che mi urge sapere é: Questo provoca problemi alla divisione e se al contrario come può avvenire quest'ultima? In attesa di una vostra risposta vi porgo cordiali saluti.
Risposta  L'esistenza di un contratto di locazione non è ostativa all'atto di divisione.
Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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  Pratiche notarili e catastali quesito del 06-11-09
Domanda  Salve, mi rivolgo a voi per avere delle informazioni sulla divisione di patrimonio. Mio nonno alla sua morte avvenuta circa 15 anni ha lasciato ai 5 figli (mio padre è il primo) un patrimonio di ben 30 ettari. A seguito di alcuni problemi però gli eredi non sono mai riusciti a dividere tra di loro il suddetto. In questi anni su una parte del terreno mio padre ha attuato un contratto in affitto ad una cooperativa per un tempo determinato di circa 20 anni con relativa scadenza 2020. Quello che mi urge sapere é: Questo provoca problemi alla divisione e se al contrario come può avvenire quest'ultima? In attesa di una vostra risposta vi porgo cordiali saluti.
Risposta  L'esistenza di un contratto di locazione non è ostativa alla divisione della proprietà.
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  Pratiche notarili e catastali quesito del 29-10-09
Domanda  Buongiorno

Ho una casa accatastata come studio A10 (me ne sono accorto solo ora); ho trasferito la residenza in questa abitazione da ormai tre anni e non pago l'ici perchè prima casa.
Volevo sapere se le due cose sono compatibili oppure no.
Se dovessi accatastarla come abitazione nel momento in cui dovrei rivenderla che problemi (di natura condominiale,di impianti a norma,di regolamento comunale ecc.) avrò per il riaccatastamento a studio?
Basta solo riaccatastare l'immobile cambiando la destinazione d'uso?

Grazie

Carlo
Risposta  Quesito 29.10.2009 – ici e prima casa

Ai sensi dell’art. 1 d. lg. 93/2008 poi convertito in legge, l’esenzione è prevista per gli immobili di tutte le categorie catastali, ad eccezione di quelli rientranti nella categoria A1, A8, A9 destinati ad abitazione principale, intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica (Art. 8, comma 2 d. lgs. 504/1992).
Quanto al cambio effettivo di destinazione d’uso, la possibilità di procedervi e le relative modalità dipendono dagli strumenti urbanistici adottati dagli enti locali. Sul punto, pertanto, è necessario chiedere consiglio ad un tecnico del luogo in cui si trova detto immobile, per verificare l’ammissibilità e le modalità di detta variazione.
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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  Pratiche notarili e catastali quesito del 27-08-09
Domanda  in data 02.02.2006 ho acquistato dall'INPDAP tramite la SCIP srl un'appartamento (prima casa) di cui ero assegnatario, esercitando il diritto di opzione all'acquisto disciplinato dalla L410/2001. In rogito è indicato un vincolo quinquennale alla disponibilità dell'immobile ex art. 3 comma 14 L 410/2001. C'è la possibilità di derogare a quanto disciplianto dalla L. 410/2001 e se si, quali sono i motivi che mi consentirebbero tale possibilità.

Grazie
Risposta  E' una domanda da notaio. Cordialità
Avv. Laura Salvetti Tusa
c.so Buenos Aires, 10
20124 - Milano
tel e fax 02.29534554
Laura Maria Rachele Salvetti      contatta Laura Maria Rachele Salvetti contatta questo professionista
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  Pratiche notarili e catastali quesito del 20-04-09
Domanda  Un cespite censito quale centrale termica e regolarmente identificato con specifico subalterno la cui proprietà indivisa (1/3 ciascuno) risultava attribuita a tre coeredi sin dal 1987 è stato oggetto nel 2002(fonte ispezione presso l' Agenzia del Territorio Catasto fabbricati)di variazione sia del subalterno che della destinazione , ora modificata su specifica richiesta di un solo cointestatario la comunione, in bene comune condominiale non censito e di fatto adibito a deposito di cose.
Nel precisare che nel locale (ex centrale termica) è comunque installata una caldaia a gas di potenza inferiore alle 30mila calorie, l'operazione cosi' come descritta è corretta? Ovvero, per la modica del numero subalterno e destinazione non sarebbe occorsa la firma di tutti e tre i comproprietari dell'unità, e non soltanto di uno solo? Se affermativo, come è possibile riportare le cose ex-ante? L'atto è impugnabile? Avanti il giudice di pace? Ed ancora.. , considerata anche la presenza della caldaia, quali e che tipo di cose possono eventualmente essere contenute nel locale e quale l'organo deputato per eventuali ispezioni ai fine della sicurezza e regolarità della caldaia ora, come detto, in locale adibito da altri condomini a deposito?
Risposta  intanto occorre precisare che il Catasto non indaga le calorie di una caldaia, né le norme di sicurezza, ecc. Il Catasto fabbricati vuole solo sapere la destinazione e la misura di un cespite. Stabilito questo, uno dei tre proprietari ha sottoscritto un nuovo accatastamento per cui il locale
in oggetto da caldaia è divenuto (addirittura !) bene comune non censito.
Allora va presa carta e penna e gli altri due proprietari, all'insaputa dei quali il terzo ha provveduto alla variazione, scrivono una lettera raccomandata all'Agenzia del Territorio competente denunciando il fatto.
Tutto qui. Il Catasto provvederà poi a termini di legge contro il firmatario della variazione.
Giovanni Sansonetti      contatta Giovanni Sansonetti contatta questo professionista
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  Pratiche notarili e catastali quesito del 04-02-09
Domanda  Buon giorno, nel novembre del 2002 ho acquistato un appartamento con sovrastante lastrico solare e il notaio ha riportato nell'atto una sola particella catastale (dell'appartamento) così come risuta da tutti gli altri atti di provenienza. Ora che devo rivendere scopro che al catasto il solo lastrico solare è accatastato a due distinti precedenti proprietari con due relative particelle catastali. Il mio notaio doveva doveva riportare nell'atto anche una particella catastale del lastrico solare e cosa devo fare per poter vendere correttamente l'immobile con lastrico?
ringrazio anticipatamente per la consulenza.
Risposta  riteniamo sia necessario un atto di rettifica.
Cordiali saluti.
Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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