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  Procedure esecutive quesito del 12-02-08
Domanda  Mio suocero risiede in un appartamento di mia proprietà; non abbiamo stipulato nessun contratto scritto. Ci chiedevamo se in caso di pignoramento per suoi debiti , per tutelarci da eventuali creditori di mio suocero, sia il caso di stipulare e registrare un contratto di comodato d'uso comprensivo anche dei mobili per evitare che possano rivalersi sui nostri beni e come è più corretto stipulare questo contratto.
Risposta  Nel caso posto all’attenzione, è opportuno specificare quanto segue. Il contratto di comodato non è assolutamente idoneo a tutelare i beni che sono nella disponibilità del suocero debitore. Colui che è proprietario del bene immobile ove risiede il debitore esecutato, e che si oppone all’esecuzione mobiliare, ha l’onere di provare documentalmente non soltanto l’affidamento dei beni al debitore di data certa, anteriore al pignoramento, ma altresì il suo diritto di proprietà su di essi e a questo fine il contratto di comodato non è idoneo. (Cass., sez. III, 24-04-1998, n. 4222.)
Ciò significa che il terzo opponente ha l’onere di fornire la prova precisa che quei beni specifici, individuati nel verbale di pignoramento, costituiscono oggetto del diritto di proprietà acquistato da esso opponente in data anteriore al pignoramento.
Si rileva che per costante giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione “il contratto di comodato, come quello di locazione, prescinde dalla sussistenza del diritto di proprietà del comodante o del locatore, e pertanto, se può valere a dimostrare, se avente data certa, l’affidamento al debitore, in una determinata epoca, da parte del terzo opponente quale locatore o comodante, dei beni che ne costituiscono l’oggetto, non è invece di per sé idoneo a provare il diritto di proprietà del terzo opponente sui medesimi beni” (sent. n. 7564/94; n. 3664/96; n. 1478/86).
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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  Procedure esecutive quesito del 10-12-07
Domanda  ho un diritto di usufrutto di un bene immobile se sono insolvente nei confronti di una banca con la quale ho un debito la banca stessa puo' ipotecare tale diritto?
Risposta  risposta affermativa.
Cordiali saluti.
Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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  Procedure esecutive quesito del 25-11-07
Domanda  mamma e papà hanno un usufrutto su 2 beni immobili che ora appartengono a me e mio fratello c'e anche un fondo patrimoniale che avevano fatto per la
famiglia tanti anni fa. arrivano multe per lo più erariali di attività che hanno avuto in passato e che negli anni si sono moltiplicate di valore.
loro hanno una pensione rispettivamente di ? 430,00 e ? 600,00 circa più il reddito di uno dei due immobili affittati a ? 700,00. se non pagano queste multe salatissime possono rischiare di vedersi pignorare l'usufrutto .....il reddito dell'affitto..... e noi come nudi proprietari che cosa possiamo fare per aiutarli a vivere serenamente il resto della vita che hanno davanti? purtroppo si sono trovati così a causa di troppa fiducia in persone che si occupavano delle loro contabilità e hanno rubato anzichè versare quello che si doveva per anni! nella speranza di capire ringrazio.
Risposta  in base alle norme in materia di recupero dei crediti erariali, il concessionario della riscossione dei tributi ha la facoltà di promuovere l'esecuzione immobiliare per il recupero del credito vantato in virtù dei tributi non pagati. Ovviamente l'esecuzione sarà intrapresa solo nei confronti dei debitori, in relazione al diritto di proprietà o al credito vantato presso terzi a titolo di stipendio, pensione etc . Ciò detto, da subito val la pena osservare che nel caso di pensione e/o vitalizi erogati da enti pubblici e privati, vi è un limite alla pignorabilità, rinvenibile nel c.d. minimo vitale da identificarsi orientativamente nella pensione sociale minima. Per quanto attiene al fondo patrimoniale, invece dobbiamo evidenziare che ai sensi dell'art. 170 c.c. i beni patrimoniali conferiti nel fondo non possono essere soggetti ad esecuzione per debiti che il creditore sapeva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia. Pertanto, nel caso di crediti tributari derivanti da attività lavorative personali dei coniugi si deve ritenere opponibile detto fondo al concessionario che procede esecutivamente.
Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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  Procedure esecutive quesito del 10-11-07
Domanda  Le pongo un quesito:"L'Agenzia delle Riscossioni tributi,mi ha iscritto ipoteca per un debito erariale Irpef. Sono titolare di Usufrutto civile abitazione; l'importo del debito è di €.4.200,00. Domando: può l'Agenzia delle riscossioni vendere all'asta il mio Usufrutto per quel debito di soli €. 4.200,00? Ho letto che fino all'importo debitorio di €.8.000,00 o forse 10.000,00 non si può per legge esecutare l'immobile o comunque anche il diritto di reale di usufrutto.In più lo stesso usufrutto è già gravato di ipoteca volontaria assieme alla nuda proprietà da parte della Banca già concedente il mutuo ipotecario, che viene pagato con regolari pagamenti delle rate mensili, quindi la Banca nulla ha da rimproverarmi, Lei ,m'hanno detto ,è a posto! Ancora, da parte della stessa Banca c'è un'ulteriore ipoteca, solo sull'Usufrutto, per credito personale concessomi.
Risposta  con riferimento al quesito proposto, è d’obbligo precisare che il Concessionario per la riscossione dei Tributi può, in virtù dei poteri riconosciuti in materia, disporre il fermo amministrativo dei veicoli e procedere ad iscrizioni ipotecarie per garantire il credito tributario vantato. L’ipoteca può essere iscritta anche solo con riferimento al diritto di usufrutto, a nulla rilevando il ridotto valore del credito per il quale si procede. Neanche la circostanza che su detto diritto gravino altri ipoteche a garanzie di differenti crediti, preclude al concessionario di procedere prima, in via cautelare, con l’iscrizione ipotecaria e, poi, successivamente, con il pignoramento.
Roberto Renzi      contatta Roberto Renzi contatta questo professionista
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  Procedure esecutive quesito del 05-11-07
Domanda  Due coniugi sono proprietari di un immobile in comunione di beni. Tale immobile sarà venduto all'asta per debiti a carico solo di un coniuge. Cosa succede all'altro coniuge e quali diritti ha in merito alla sua parte?
Risposta  Con riferimento al quesito in oggetto occorre precisare quanto segue. Nel caso di specie i debiti in questione sono detti personali e cioè esclusivi del coniuge di cui lo stesso risponde in primo luogo con i propri beni e sussidiariamente con la quota in comunione.
Dei debiti personali rispondono i beni della comunione fino al valore della quota del coniuge obbligato (cioè di un mezzo). I creditori possono soddisfarsi su questa quota in via sussidiaria, e cioè solo in quanto non siano risultati sufficienti in tutto o in parte i beni personali dell’obbligato.
In caso di espropriazione forzata promossa dal creditore personale di uno dei coniugi su un bene facente parte della comunione, il creditore stesso deve darne notizia all’altro coniuge e deve sempre essere sentito prima dell’autorizzazione alla vendita, ex art. 180 disp.att. c.p.c., il quale potrà far valere la lesione della sua quota di comproprietà, nelle forme dell’opposizione all’esecuzione, esclusivamente proponendo domanda di separazione giudiziale dei beni ex art. 193 c.c., fino a quando il processo esecutivo non sia terminato con l’assegnazione del bene e la distribuzione della somma ricavata.

Avv. Patrizia Beltrami
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  Procedure esecutive quesito del 29-10-07
Domanda  Ho 63 anni, nullatenente, a carico di mia figlia, nubile, con la quale convivo da qualche anno. So di essere di nuovo nel mirino dell’esattoria per vecchie situazioni che credevo estinte. So che la temuta incursione di un ufficiale giudiziario può rivalersi su quanto c’è in casa di mia figlia, essendovi anche io residente, a semplice vaglio di costui, indiscriminatamente su ciò che con immenso sforzo e sacrificio solo mia figlia ha messo insieme (computer, tv, suppellettili, stoviglie di qualche qualità, qualche oggetto d’argenteria, qualche quadro, un paio di mobili dal mercatini d’antiquariato, uniche soddisfazioni conquistate a caro prezzo personale ) .
A tutela di ciò sarebbe valido mostrare il contratto verbale di comodato d’uso perpetuo di una camera con descrizione dei soli oggetti di mia proprietà in essa introdotti, compilato tra di noi al momento del mio trasferimento nella sua casa (2003), la cui registrazione farei immediatamente e della cui data pregressa farebbe fede il mio effettivo cambio di residenza. Quel documento fu redatto di comune accordo e quindi in epoca non sospetta per tutelarci da incursioni dolorose del fratello tossicodipendente e non convivente e da potenziali rivalse di terzi nei miei confronti in quanto sua madre . Poiché sono da anni a carico di mia figlia, non ho alcun reddito né pensione, mi sembra deduttivo e provato che tutto ciò che già era nella sua casa al momento del mio ingresso e quanto di seguito in essa sopraggiunto , in altre parole tutto ciò che non è descritto nella distinta dei beni mobili personali da me introdotti al momento del mio ingresso, non sia pignorabile perché non di mia proprietà, supposta o supponibile.
Diversamente, poichè continuerò a convivere con mia figlia in quanto nullatenente, questa è in eterno soggetta a tali rischi derivanti dalla mia posizione tributaria che a quanto pare è inestinguibile per prescrizione, avendo l’erario tutte le armi per rinnovare i ruoli e ricominciare le vessazioni finché non morirò?
Se non ho vie d’uscita, piuttosto che vivere questa violenza per mia figlia andrò via, per strada, ovunque pur di difenderne l’estraneità da tragedie di cui ha pagato fin qui anche troppo.
Risposta  in effetti, il concessionario può dar corso al pignoramento mobiliare qualora vi siano ruoli esattoriali non ancora pagati. Ciò premesso, come correttamente evidenziato, il pignoramento viene eseguito presso l’abitazione del debitore, presso la quale l’Ufficiale Giudiziario si recherà – unitamente all’ausilio della Forza Pubblica – in caso di opposizione delle persone rinvenute in loco.

Vi è tuttavia presunzione di (con)titolarità dei beni presenti in casa anche se di spettanza di terzi; nella denegata ipotesi in cui vengano assoggettati a pignoramento anche i beni di terzi, a questi ultimi è riconosciuto la possibilità di proporre opposizione, qualora diano prova – di data certa – della titolarità dei beni. In questo caso, un contratto di comodato senza certificazione di data, risulterebbe insufficiente a vincere la presunzione di legge, a meno che l’effettivo proprietario non abbia conservato gli scontrini e le fatture di acquisto dei singoli beni. Certamente, il contratto con l’allegata distinta dei mobili, potrà assumere maggior sostrato probatorio, almeno per il futuro, allorquando vi sia registrazione dello stesso, in virtù della certificazione e della autenticazione della data.
Avv. Patrizia Beltrami      contatta Avv. Patrizia Beltrami contatta questo professionista
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