Beni del paesaggio: interventi sottoposti al regime della DIA

pubblicato il 11 nov 2006 in varie
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L’esecuzione di opere sottoposte al regime della Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.), qualora l’opera ricade in area sottoposta a vincolo ambientale, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del Paesaggio”, occorre espletare preventivamente le procedure per ottenere la relativa autorizzazione paesaggistica.
Nel caso in cui l’immobile oggetto di intervento ricada in zona soggetta a tale vincolo, il Comune deve, qualora competente, provvedere in merito ovvero, se non competente, convocare Conferenza dei Servizi perché si provveda (Tale regolamentazione può variare anche in base ad eventuali disposizioni regionali in merito alle funzioni in materia paesaggistica, delegate ai comuni).
Ciò emerge chiaramente dall’art. 22, comma 2 (sono, altresì, realizzabili mediante denuncia di inizio attività le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire) e comma 3, del d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, secondo i quali, “qualora l’immobile oggetto dell’intervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutela compete, anche in via di delega, alla stessa amministrazione comunale”, il termine di trenta giorni per l’inizio dei lavori, “decorre dal rilascio del relativo atto di assenso” e qualora il Comune non sia invece competente e il parere favorevole del soggetto preposto alla tutela non sia allegato alla Denuncia, “il competente ufficio comunale convoca una conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14, 14-bis, 14-ter, 14-quarter, della legge 7 agosto 1990, n. 241” e il termine di trenta giorni “decorre dall’esito della conferenza”.
In entrambi i casi, “ove tale atto non sia favorevole, la denuncia è priva di effetti”.
In tal caso il Comune ha l’obbligo di provvedere alle incombenze previste dal citato decreto legislativo n. 380 del 2001 e non il potere di concludere il procedimento di formazione della Denuncia di inizio attività in senso negativo.
E ciò, ripetesi, sia in forza dell’espressa previsione legislativa sopra riportata, sia in ossequio ai noti principi di economicità, efficienza ed efficacia dell’attività amministrativa di cui all’art. 1 della legge 7 agosto 1990 n. 241, esplicativi del canone costituzionale del buon andamento dell’amministrazione (ex art. 97 Cost.) (T.A.R. Liguria, sez. I, 9 gennaio 2004, n. 2).
Comunicato a cura dell’Ufficio Stampa di Ediltecniconline www.maggioli.it

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