Capacita’ di agire

pubblicato il 11 nov 2006 in varie
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La Cassazione precisa l’ambito di applicazione dell’amministrazione di sostegno

Corte di Cassazione I sez. civile, sentenza 12 giugno 2006, n. 13584

Qual’è l’ambito di applicazione dell’amministrazione di sostegno introdotta nell’ordinamento dall’art. 3 della L 9.01.2004, n. 6?

A fare il punto della situazione in tema di amministrazione di sostegno è stata la Corte di Cassazione con una recente sentenza dello scorso 12 giugno 2006, la n. 13584. La Suprema Corte, pronunciandosi per la prima volta sull’argomento inerente la finalità e l’ambito di applicazione dell’istituto introdotto recentemente nell’ordinamento, ha ribadito in proposito il seguente principio di diritto:

“L’amministrazione di sostegno, introdotta nell’ordinamento dall’art. 3 della L 9.01.2004, n. 6 – ha la finalità di offrire a chi si trovi nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi uno strumento di assistenza che ne sacrifichi nella minor misura possibile la capacità di agire, distinguendosi, con tale specifica funzione, dagli altri istituti a tutela degli incapaci, quali la interdizione e la inabilitazione, non soppressi, ma solo modificati dalla stessa legge attraverso la novellazione degli artt. 414 e 417 del c.c.. Rispetto ai predetti istituti, l’ambito di applicazione dell’amministrazione di sostegno va individuato con riguardo non già al diverso, e meno intenso, grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, ma piuttosto alla maggiore capacita di tale strumento di adeguarsi alle esigenze di detto soggetto, in relazione alla sua flessibilità ed alla maggiore agilità della relativa procedura applicativa. Appartiene all’apprezzamento del Giudice di merito la valutazione della conformità di tale misura alle suindicate esigenze, tenuto conto essenzialmente del tipo di attività che deve essere compiuta per conto del beneficiario, e considerate anche la gravita e la durata della malattia, ovvero la natura e la durata dell’impedimento, nonché tutte le altre circostanze caratterizzanti la fattispecie”.

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