Cessione immobili, niente Iva agevolata per chi viola le norme edilizie

pubblicato il 22 ott 2007 in tasse e imposte
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Gli immobili per i quali sussistono violazioni edilizie non possono beneficiare dell’Iva agevolata al 4%, prevista per l’acquisto di abitazioni non di lusso cedute da imprese costruttrici a persone fisiche.
La Cassazione (Sentenza n. 18876 del 7 settembre 2007), nel respingere il ricorso di un contribuente, ha rilevato che è pur vero che l’aliquota favorevole del 4% è prevista in ipotesi di immobili non di lusso ceduti da imprese costruttrici a persone fisiche nei termini e nei modi indicati dall’articolo 2 del Dl 12/1985, ma che di tale agevolazione non beneficiano affatto quegli immobili in relazione ai quali sussistono le violazioni edilizie di cui all’articolo 41-ter della legge 1150/1942.
Dispone, infatti, tale norma che “le opere iniziate dopo l’entrata in vigore della presente legge, senza la licenza o in contrasto con la stessa, ovvero sulla base di licenza successivamente annullata, non beneficiano delle agevolazioni fiscali previste dalle norme vigenti, nè di contributi o altre provvidenze dello Stato o di Enti pubblici. Il contrasto deve riguardare violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che eccedano per singola unità immobiliare il due per cento delle misure prescritte, ovvero il mancato rispetto delle destinazioni e degli allineamenti indicati nel programma di fabbricazione, nel piano regolatore generale e nei piani particolareggiati di esecuzione”.

Hanno ricordato in ultimo i giudici (cfr ex multis, Cassazione n. 8567/2002) che, in tema di agevolazioni tributarie per la prima casa, in caso di acquisto di abitazione abusiva non ancora condonata, è fatto onere all’interessato, al fine di beneficiare, seppur in via provvisoria, del trattamento fiscale di maggior favore, di produrre, al momento della registrazione dell’atto, copia della domanda di concessione o autorizzazione in sanatoria presentata al Comune e, a pena di decadenza dai benefici, trascorso un anno dal giorno della presentazione di detta domanda, copia del provvedimento definitivo di sanatoria, o in sua assenza, dichiarazione del Comune che la domanda non ha ancora ottenuto definizione.

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