CONDOMINIO SOSTITUTO DI IMPOSTA PER I CONTRATTI DI APPALTO

pubblicato il 18 gen 2007 in varie
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L’articolo 1, comma 43, della Finanziaria 2007 (legge 24 dicembre 2006, n. 296) ha attribuito nuovi compiti al condominio come sostituto di imposta.
Come noto, già dal 1998 il condominio è sostituto di imposta, essendo stato inserito fra i soggetti tassativamente qualificati dalla legge come tali (art. 23, comma 1, d.p.r. n. 600/’73). Esso è pertanto tenuto agli adempimenti che la legge prevede per questa figura dell’ordinamento tributario – la cui peculiarità è quella di essere obbligato al pagamento delle imposte in luogo di altri – e cioè deve:
- effettuare le ritenute d’acconto e versarle all’Erario;
- esercitare la rivalsa sul sostituito (per far cadere il carico fiscale sullo stesso);
- osservare gli obblighi di dichiarazione e certificazione.
Prima della Finanziaria il condominio operava quale sostituto di imposta solo quando erogava somme a titolo di redditi di lavoro dipendente e assimilati (ad esempio, al portiere dello stabile, al lavoratore addetto alle pulizie dello stesso ecc.) ovvero di redditi di lavoro autonomo (a professionisti che svolgono attività nei confronti del condominio o all’amministratore dello stesso).
Ora viene sancito, in aggiunta alle fattispecie citate, che il condominio deve svolgere la funzione di sostituto di imposta anche in relazione “ai corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi, anche se rese a terzi o nell’interesse di terzi, effettuate nell’esercizio di impresa”, operando – all’atto del pagamento – una ritenuta alla fonte del 4% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dal soggetto a cui il condominio eroga una somma
in cambio di opere o servizi, con obbligo di rivalsa (addebitando, cioè, la relativa imposta al soggetto in questione).
La legge prevede essenzialmente due parametri:
a) deve trattarsi di somme erogate in dipendenza di contratti di appalto di opere o servizi;
b) tali opere e servizi devono essere forniti nell’esercizio di impresa.
Il contratto di appalto è il contratto mediante il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, l’obbligazione di compiere per l’altra parte (il condominio, in questo caso) un’opera o un servizio, verso un corrispettivo di denaro. Il contratto di appalto si differenzia dal contratto d’opera perché nel primo è previsto l’impiego dell’organizzazione imprenditoriale dell’appaltatore, mentre nel secondo il risultato viene conseguito prevalentemente attraverso il lavoro personale del prestatore d’opera.
Si è richiamata la definizione di contratto d’appalto e la sua distinzione con il contratto d’opera perché la formulazione letterale della norma della Finanziaria induce a ritenere – in assenza di chiarimenti ufficiali – che siano escluse dai nuovi obblighi tutte le attività inquadrabili nel contratto d’opera, quali ad esempio i lavori svolti da piccoli artigiani.
Attività occasionali
La ritenuta deve essere operata anche se i corrispettivi sono qualificabili come “redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente” (art. 67, c. 1, lett. i, Tuir).
Al proposito si segnala che, ai sensi dell’art. 55, comma 3, dello stesso Tuir, le disposizioni in materia di imposte sui redditi che fanno riferimento alle attività commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività indicate nello stesso art. 55, vale a dire – in sostanza – a tutte le attività dirette alla fornitura di beni e servizi. La norma della Finanziaria sancisce dunque che la
ritenuta deve essere effettuata anche nei confronti di soggetti che svolgano tali attività in maniera occasionale.
Esempi di fattispecie
In linea generale, e considerato quanto sopra con riferimento ai soggetti dai quali il condominio riceve le prestazioni, i nuovi obblighi (di ritenuta, versamento, dichiarazione e certificazione) troveranno applicazione, ad esempio, nei seguenti casi:
- appalti con imprese edili per interventi di manutenzione o ristrutturazione;
- appalti con imprese di pulizie;
- appalti con imprese addette alla manutenzione di giardini, piscine e altre parti comuni;
Deve ritenersi applicabile la nuova disciplina anche in relazione alle somme versate alla società che effettui l’amministrazione del condominio.
Devono senz’altro ritenersi invece escluse altre tipologie di contratti frequenti nella vita condominiale, quali:
- contratti di somministrazione, vale a dire quelli per le forniture di energia elettrica, acqua, gas ecc;
- contratti di assicurazione.
Fatture anni precedenti
Chiarimenti ufficiali sono necessari anche per stabilire se la norma – in vigore dall’1.1.’07 – debba trovare applicazione anche con riferimento ai pagamenti effettuati nel 2007 ma relativi a fatture emesse nel 2006 o in anni precedenti. Tuttavia, si ritiene – in applicazione di princìpi generali – che in tali casi le ritenute debbano essere effettuate (con la conseguente necessità di adempiere ai successivi obblighi).
Prima scadenza
Si segnala – infine – che la prima scadenza di interesse con riferimento ai nuovi adempimenti è quella del 16 febbraio 2007, data entro la quale dovranno essere versate le ritenute effettuate nel mese di gennaio.

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