Condono edilizio, l’orientamento delle Regioni

pubblicato il 11 nov 2006 in varie
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Le Regioni stanno ultimando le procedure per provvedere alla regolamentazione territoriale dell’abusivismo locale.
La sentenza della Consulta ha, infatti, riconosciuto agli Enti Locali e alle Autonomie la facoltà di intervenire a pieno titolo sul piano amministrativo.
Dal Nord al Sud l’orientamento comune delle Regioni riguardo gli interventi abusivi, evidenzia in generale la volontà di adottare provvedimenti restrittivi e severi.
Anche le autonomie guidate politicamente dal centrodestra hanno scelto di seguire una condotta rigida nel definire i limiti della sanatoria.
Soltanto la Sicilia ha accolto integralmente, aderendovi senza riserve, la normativa statale relativa al condono.
Nel Nord, la Lombardia e il Veneto negheranno il condono per le nuovi costruzioni non conformi agli strumenti urbanistici. In Lombardia, comunque, si è deciso di accettare i paletti posti dallo Stato per gli ampliamenti: 750 metri cubi o il 30% dell’edificio esistente.
In Piemonte si sottolineano le difficoltà derivanti dalla ristretta tempistica per l’approvazione delle leggi regionali, comunque, si intende fare maggiore chiarezza sulla condonabilità degli edifici non residenziali.
Decisamente più restrittive le misure prese dall’Emilia Romagna: sanatoria valida solo per le nuove costruzioni e per gli ampliamenti fino a 150 metri cubi. Inoltre, il limite verrà dimezzato nei centri storici e nelle zone costiere. In Liguria sono già in vigore le leggi varate prima dell’emanazione della sentenza da parte della Consulta. Nella Provincia autonoma di Bolzano, la normativa edilizia tenderà a escludere i piccoli abusi.
Nel Centro-Sud l’orientamento è simile a quello del Settentrione.
In Toscana nessuna concessione per le aree protette o vincolate; la sanatoria non è prevista neanche per le nuove costruzioni, in ogni caso, non si dovrà superare il tetto massimo di 100 metri cubi per poter sanare gli ampliamenti conformi alla normativa urbanistica.
Limiti rigorosi alla sanatoria anche in Umbria e nelle Marche: condono valido solo per piccoli ampliamenti, restano escluse dalla sanatoria le nuove costruzioni non conformi agli strumenti urbanistici. Le Marche, inoltre, intendono contestare il fatto che gli introiti derivanti dal condono siano incassati integralmente dallo Stato.
Nel Lazio l’intento normativo è quello di fissare soglie volumetriche inferiori a quelle statali: si pensa a un tetto massimo di 300 metri cubi. Anche le regioni del Sud hanno predisposto un orientamento restrittivo. In Abruzzo la sanatoria sarà applicabile solo per i piccoli abusi; probabile un innalzamento degli oneri di concessione e oblazione.
In Puglia è previsto un aumento dell’oblazione pari al 10%, come già contemplava la legge varata a fine 2003.
In Campania orientamento simile a quello dell’Emilia Romagna, inoltre saranno estromesse dalla sanatoria le aree demaniali e quelle vincolate.
La Calabria favorirà il condono solo nei casi in cui gli interventi abusivi risulteranno conformi alle norme previste in materia di strumenti urbanistici risalenti al 31 marzo 2003.
Rimane infine da sciogliere la questione dei tempi: le Regioni hanno tempo fino al 12 novembre per approvare le proprie nuove disposizioni locali. Se il termine non verrà rispettato varranno le disposizioni decise dal Dl 269/2003 (art. 32).

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