Finanziaria 2005, le principali novità per la proprietà edilizia

pubblicato il 11 nov 2006 in varie
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Presentiamo un’illustrazione delle disposizioni di maggiore interesse per i proprietari di casa, e per il settore immobiliare nel suo complesso, presenti nella legge finanziaria 2005 (l. 30.12.2004, n. 311) nonché le più rilevanti norme di carattere generale.
Possibilità di aumentare l’addizionale comunale Irpef
Art. 1, c. 51
Per gli anni 2005, 2006 e 2007 viene consentita la variazione in aumento – entro la misura complessiva dello 0,1% – dell’aliquota dell’addizionale comunale all’Irpef ai soli Comuni che, all’1.1.’05, non si siano avvalsi della facoltà di aumentare la suddetta addizionale.
Fino al 31.12.’06 restano sospesi gli effetti degli aumenti delle addizionali eventualmente deliberati. Gli effetti decorrono, in ogni caso, dal 2007.
Fondi per il recupero di edifici
Art. 1, cc. 54-56
Viene istituito per l’anno 2005, presso il Ministero dell’interno, “con finalità di riequilibrio economico e sociale”, il fondo per l’insediamento nei Comuni montani con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, con una dotazione di 5 milioni di euro per il 2005. Il fondo è finalizzato fra l’altro all’incentivazione dell’insediamento nei centri abitati di attività artigianali e commerciali, al recupero di manufatti, edifici e case rurali per finalità economiche e abitative, al recupero degli antichi mestieri. Un successivo decreto ministeriale definirà i criteri di ripartizione e le modalità per l’accesso ai finanziamenti.
Proroga accertamenti Ici dal 2000
Art. 1, c. 67
In deroga alle disposizioni dello Statuto del contribuente – secondo il ritornello annualmente riproposto per perpetuare una violazione dei più elementari principi di civiltà – i termini per l’accertamento dell’Ici che scadono il 31.12.’04 sono prorogati al 31.12.’05, limitatamente alle annualità d’imposta 2000 e successive. La novità di quest’anno è che il maggior tempo concesso ai Comuni concerne solo gli accertamenti (che riguardano i casi di infedeltà, incompletezza o omissione della dichiarazione) e non anche le liquidazioni dell’imposta (che ineriscono a tutte le altre violazioni).
Nuove case per i dipendenti pubblici
Art. 1, c. 110
Viene consentita la modifica in aumento del limite numerico degli alloggi da realizzare nell’ambito di programmi straordinari di edilizia residenziale da concedere in locazione o in godimento al personale dipendente dalle Amministrazioni dello Stato, fermo restando il limite volumetrico complessivo degli interventi oggetto dei programmi stessi.
Fondo per le case alle giovani coppie
Art. 1, c. 111
“Allo scopo di favorire l’accesso delle giovani coppie alla prima casa di abitazione”, viene istituito, per l’anno 2005, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, un fondo per il sostegno finanziario all’acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale in regime di edilizia convenzionata da cooperative edilizie, aziende territoriali di edilizia residenziale pubbliche ed imprese private. La dotazione finanziaria del fondo per l’anno 2005 è fissata in 10 milioni di euro. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per le pari opportunità, saranno fissati i criteri per l’accesso al fondo e i limiti di fruizione dei benefici.
Fondo per lo sviluppo volontario delle polizze anticalamità
Art. 1, c. 202
Viene istituito un fondo di garanzia affidato alla Concessionaria di servizi assicurativi pubblici (Consap) per consentire l’avvio di un regime assicurativo volontario per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati, attraverso la sottoscrizione di una quota parte del capitale sociale di una costituenda Compagnia di riassicurazioni finalizzata ad aumentare le capacità riassicurative del mercato. Per la realizzazione di tali obiettivi viene autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2005. Con apposito regolamento sarà costituita l’anzidetta Compagnia di riassicurazioni e saranno definite le forme, le condizioni e le modalità di attuazione del Fondo nonché le misure volte ad incentivare lo sviluppo delle coperture assicurative in questione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, e prevedendo l’esclusione dell’intervento del Fondo per i danni prodotti dalle calamità naturali a fabbricati abusivi, ivi compresi i fabbricati abusivi per i quali, pur essendo stata presentata la domanda di definizione dell’illecito edilizio, non sono stati corrisposti interamente l’oblazione e gli oneri accessori.
Contributo per la Tv digitale
Art. 1, c. 211
Si prevede che per l’anno 2005, nei confronti di ciascun utente del servizio di radiodiffusione in regola per l’anno in corso con il pagamento del relativo canone di abbonamento, che acquisti o noleggi un apparecchio idoneo a consentire la ricezione, in chiaro e senza alcun costo per l’utente e per il fornitore di contenuti, dei segnali televisivi in tecnica digitale terrestre (T-DVB/C-DVB) e la conseguente interattività, sia riconosciuto un contributo statale pari a 70 euro. La concessione del contributo è disposta entro il limite di spesa di 110 milioni di euro e si applica ai contratti stipulati a decorrere dall’1.12.’04.
Scioglimento delle cooperative edilizie
Art. 1, c. 244
Si dispone che nelle cooperative edilizie a proprietà divisa, qualora i soci si siano accollati l’intero importo del mutuo pro capite, si possa procedere allo scioglimento delle cooperative stesse.
Disposizioni sugli immobili pubblici
Art. 1, cc. 273-277
Le norme in questione intervengono su disposizioni precedenti relative agli immobili di Stato ed enti locali. Si prevede fra l’altro che le operazioni, gli atti, i contratti, i conferimenti ed i trasferimenti di immobili di proprietà dei Comuni – ivi comprese le operazioni di cartolarizzazione – in favore di fondazioni o società, siano esenti dall’imposta di registro, dall’imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta, nonché da ogni altro tributo o diritto.
Aumenti delle imposte indirette
Art. 1, c. 300
Si prevede che gli importi fissi dell’imposta di registro, della tassa di concessione governativa, dell’imposta di bollo, dell’imposta ipotecaria e catastale, delle tasse ipotecarie e dei diritti speciali siano aggiornati, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 31.1.’05 – tenuto conto anche dell’aumento dei prezzi al consumo quale risultante dagli indici Istat per le famiglie degli operai e degli impiegati – in misura tale da assicurare un maggiore gettito annuo pari a 1.120 milioni di euro per gli anni 2005 e 2006, e a 1.320 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007.
Aumento degli acconti Irpef e Ires
Art. 1, c. 301
Viene disposto che a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.’06, la misura dell’acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche sia fissata al 99% e quella dell’acconto dell’imposta sul reddito delle società al 100%.
Aumenti del costo dei processi
Art. 1, cc. 306-309 e 323
Vengono previsti aumenti di varia natura delle spese di giustizia. In particolare, i processi di valore inferiore a 1.100 euro, prima esenti, vengono assoggettati al pagamento di un contributo unificato di iscrizione a ruolo pari a 30 euro. L’importo del contributo aumenta – in modo variabile e con punte fino al 29% – per quasi tutte le cause. Non subiscono aumenti i processi in materia di locazione (ad eccezione di quelli riguardanti gli sfratti per finita locazione e per morosità), comodato, occupazione senza titolo e di impugnazione di delibere condominiali. Anche le cause e le attività conciliative in sede non contenziosa il cui valore non eccede la somma di 1.033 euro e gli atti e i provvedimenti ad esse relativi sono soggetti adesso al pagamento del contributo unificato, con applicazione dei vari scaglioni. Infine, le anticipazioni relative a diritti, indennità di trasferta e spese di spedizione per la notificazione eseguita su richiesta del funzionario addetto all’ufficio – eseguite dalla parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, ovvero che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l’assegnazione o la vendita di beni pignorati – sono stabilite, in modo forfettizzato, nella misura di 8 euro.
Nuovi adempimenti contro l’evasione sulle locazioni
Art. 1, cc. 332-334
“Al fine di consentire un’intensificazione dei controlli fiscali e del conseguente recupero dell’evasione” (così la relazione governativa al disegno di legge), viene anzitutto ampliata la tipologia degli atti nei quali deve essere indicato il numero di codice fiscale. Se ne prevede quindi l’obbligo:
a) nelle denunce di inizio di attività (Dia) presentate allo sportello unico comunale per l’edilizia, nei permessi di costruire e in ogni altro atto di assenso comunque denominato, in materia di attività edilizia, rilasciato dai Comuni ai sensi del Testo unico dell’edilizia, relativamente ai soggetti dichiaranti, agli esecutori e ai progettisti dell’opera;
b) in tutti i contratti relativi all’erogazione dei servizi di pubblica utilità, estendendo la previsione attualmente vigente per i contratti di somministrazione di energia elettrica, anche a quelli riguardanti la fornitura di acqua e gas (in relazione a quest’ultima disposizione – che tende a far emergere i contratti non regolari individuando i casi in cui ad un proprietario di immobile non corrisponda un differente utilizzatore delle forniture anzidette – si raccomanda vivamente di pretendere dalle aziende erogatrici che i contratti di fornitura vengano intestati ai conduttori, e non ai proprietari, come in alcuni casi si pretende). Si dispone poi che gli enti interessati comunichino all’Anagrafe tributaria i dati catastali identificativi dell’immobile – che saranno individuati con un provvedimento dei Direttori delle Agenzie delle entrate e del territorio – presso cui è attivata una utenza di energia elettrica, acqua o gas. A tal fine, dall’1.4.’05 gli enti in questione dovranno richiedere tali dati all’atto della sottoscrizione dei contratti; per i contratti in essere, le informazioni in parola dovranno essere acquisite in occasione del rinnovo o della modificazione dei contratti stessi. Viene inoltre ampliata una disposizione già esistente in materia e – per le banche, le Poste e gli altri intermediari finanziari – si sancisce l’obbligo di rilevare e tenere in evidenza i dati identificativi, compreso il codice fiscale, di ogni soggetto con il quale tali enti intrattengano “qualsiasi rapporto” od effettuino qualsiasi operazione di natura finanziaria. Si sancisce infine l’obbligo dell’invio telematico delle comunicazioni all’Anagrafe tributaria, con modalità, termini e specifiche tecniche da determinarsi con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.
Possibilità di riclassamento di immobili
Art. 1, cc. 335-339
I commi in esame prevedono la possibilità, per i Comuni, di richiedere la revisione dei classamenti (categoria e/o classe) dei fabbricati, mediante due percorsi diversi, entrambi finalizzati a correggere eventuali situazioni di grave sperequazione, elusione e/o evasione fiscale. Il primo consente ai Comuni di richiedere la revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata su porzioni di territorio (le microzone comunali), qualora in tali zone vi sia uno scostamento fra i valori catastali ai fini Ici e i valori di mercato “significativamente” più elevato rispetto allo scostamento medio esistente per l’insieme del territorio comunale. Il valore di mercato di riferimento è individuato ai sensi del d.p.r. 23.3.’98, n. 138 (il regolamento, inattuato, per la formazione del nuovo Catasto), e aggiornato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia del territorio, da adottare entro il corrente mese di gennaio, previa intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. L’Agenzia del territorio, esaminata la richiesta del Comune, qualora rilevi la sussistenza dei presupposti, attiva il procedimento revisionale (che comunque comporterà, al suo termine, la notifica ad ogni interessato dell’eventuale modifica del classamento) con provvedimento del Direttore dell’Agenzia stessa. Il secondo percorso pone invece le condizioni per la revisione del classamento per singole unità immobiliari, sempre e solo di proprietà privata, in caso di: a) immobili di proprietà privata non dichiarati in Catasto; b) situazioni di fatto “non più coerenti” con i classamenti catastali per intervenute variazioni edilizie. In particolare, i Comuni, constatata la presenza di tali fattispecie, richiedono, ai titolari di diritti reali sulle unità immobiliari interessate, la presentazione di atti di aggiornamento redatti ai sensi del regolamento di cui al d.m. 19.4.’94, n. 701. La richiesta, che deve contenere gli elementi constatati – tra i quali, qualora accertata, la data cui riferire la mancata presentazione della denuncia catastale – viene poi notificata ai soggetti interessati e comunicata, con gli estremi di notificazione, agli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio. Se i soggetti interessati non ottemperano alla richiesta entro 90 giorni dalla notificazione, gli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio provvedono, con oneri a carico dell’interessato, all’iscrizione in Catasto dell’immobile non accatastato ovvero alla verifica del classamento delle unità immobiliari segnalate, notificando all’interessato stesso le risultanze del classamento e la relativa rendita. Le rendite catastali dichiarate o comunque attribuite a seguito della notificazione della richiesta del Comune producono “effetto fiscale” – in deroga alle vigenti disposizioni (che fanno decorrere gli effetti di tutte le modificazioni di rendite dalla data della notifica da parte dell’ufficio dell’Agenzia del territorio) – retroattivamente, a decorrere dall’1 gennaio dell’anno successivo alla data cui si riferisce la mancata presentazione della denuncia catastale, eventualmente indicata nella richiesta notificata dal Comune, ovvero, in assenza della suddetta indicazione, dall’1 gennaio dell’anno di notifica della richiesta del Comune. Vengono poi inasprite le sanzioni per la mancata o tardiva presentazione in Catasto delle dichiarazioni di nuova costruzione, ovvero di variazione delle unità immobiliari già censite che abbiano subìto mutamento nello stato, nella consistenza e nella destinazione; le nuove misure vanno da un minimo di 258 euro a un massimo di 2.066 euro. Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del territorio sopra citato, saranno stabilite le modalità tecniche e operative per l’applicazione delle disposizioni sul riclassamento dei singoli immobili.
Superficie minima per la Tarsu
Art. 1, c. 340
Altra disposizione dettata dall’intento di contrastare situazioni di elusione ed evasione. Si prevede che a decorrere dall’1.1.’05, per le unità immobiliari di proprietà privata a destinazione ordinaria censite nel Catasto edilizio urbano, la superficie di riferimento ai fini della tassa smaltimento rifiuti (uno dei parametri, cioè, sui quali si commisura la tassa, e di norma acquisita dai Comuni su base dichiarativa) non possa in ogni caso essere inferiore all’80% della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al sopra citato d.p.r. n. 138/’98. Per gli immobili già denunciati, i Comuni modificheranno d’ufficio, dandone comunicazione agli interessati, le superfici che risultino inferiori alla predetta percentuale a seguito di incrocio dei dati comunali, comprensivi della toponomastica, con quelli dell’Agenzia del territorio (secondo modalità di interscambio che saranno stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali). Nel caso in cui manchino, negli atti catastali, gli elementi necessari per effettuare la determinazione della superficie catastale, i soggetti privati intestatari catastali, devono, a richiesta del Comune, presentare all’ufficio provinciale dell’Agenzia del territorio la planimetria catastale del relativo immobile, secondo le modalità stabilite dal regolamento di cui al citato d.m. n. 701/’94; ciò al fine dell’eventuale, conseguente modifica – presso il Comune – della consistenza di riferimento.
Novità sugli accertamenti delle locazioni
Art. 1, cc. 341-343
Anche quelle in esame sono disposizioni finalizzate “a consentire una più efficace azione di contrasto di fenomeni di elusione e di evasione delle imposte nel campo della locazione immobiliare” (così la relazione governativa). Si tratta di quelle norme che sulla stampa (anche specializzata) sono state impropriamente definite come introduttive di una “minimum tax sugli affitti”. Nulla di più inesatto. La cosiddetta minimum tax, infatti, determinava un reddito minimo al di sotto del quale il contribuente non poteva scendere: ove si fosse verificata tale eventualità, la legge prevedeva che l’Amministrazione finanziaria iscrivesse automaticamente a ruolo l’importo risultante dalla differenza fra le imposte autoliquidate e quelle determinate in base alla minimum tax. Le norme in esame sono invece – come correttamente rileva la relazione – esclusivamente “limitatrici delle attività di accertamento degli uffici” (ad esse se ne aggiunge un’altra relativa ai contratti di locazione non registrati). Vediamole partitamente, precisando che le stesse si applicano a tutti i contratti di locazione ad eccezione di quelli agevolati, per come esattamente li chiama – e definisce – la legge n. 431/’98. La prima vieta agli uffici finanziari di procedere alla liquidazione dell’imposta complementare di registro – nella sua accezione, spiega la relazione, di maggiore imposta dovuta in conseguenza di accertamenti operati dall’amministrazione tributaria dai quali emerga un imponibil
diverso da quello apparente – qualora l’ammontare del canone di locazione (relativo ad immobili iscritti in catasto con attribuzione di rendita) risulti contrattualmente stabilito in misura non inferiore al 10% del valore catastale dell’immobile (applicando – si ritiene – l’aumento del 5% delle rendite). Precisa la disposizione che “restano comunque fermi i poteri di liquidazione dell’imposta per le annualità successive alla prima”. Risulta da chiarire se ai moltiplicatori di cui all’art. 52 del Testo unico dell’imposta di registro (d.p.r. n. 131/’86) debba essere applicato l’aumento del 10% previsto, dalla Finanziaria 2004, “ai soli fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali”, e quello previsto, dalla manovra dell’estate 2004 (d.l. n. 168/’04, convertito dalla l. n. 191/’04), “per i beni immobili diversi dalla prima casa di abitazione, ai soli fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale”. La seconda norma prevede l’inapplicabilità delle disposizioni in materia di accertamento ai fini delle imposte sui redditi relativamente ai redditi di fabbricati derivanti da contratti di locazione qualora dichiarati in misura pari o superiore al maggiore importo fra il canone di locazione risultante dal contratto, abbattuto della deduzione forfetaria del 15%, e il 10% del valore catastale dell’immobile (con riferimento a quest’ultimo parametro, valgono le precisazioni di cui sopra). Vi è poi una norma che sancisce una presunzione relativa (salva, quindi, la possibilità per l’interessato di presentare documentata prova contraria) di esistenza di un contratto di locazione anche per i 4 periodi di imposta antecedenti quello nel corso del quale è stato accertato un rapporto di locazione di cui è stata omessa la registrazione (se dovuta, all’evidenza, come però omette di chiarire la norma). In tal caso, ai fini della determinazione del reddito, si presume che l’importo del canone sia pari al 10% del valore catastale dell’immobile. Si tratta – in tutti i 3 casi sopra esaminati – di norme aventi riflessi esclusivamente su soggetti che abbiano violato le leggi tributarie, omettendo di registrare il contratto di locazione ovvero indicando in contratto – e dichiarando al Fisco – un canone di locazione inferiore a quello effettivamente percepito. Con particolare riguardo alle disposizioni sull’accertamento (le prime due), nulla cambia per i contribuenti che seguono le regole, indicando in contratto e dichiarando al Fisco il canone effettivamente percepito: questi ultimi continueranno ad essere soggetti – a discrezione dell’Amministrazione finanziaria – ad azioni di accertamento. L’unica novità è che dal 2005 tale attività è preclusa in caso di canoni corrispondenti ai parametri sopra indicati. E in caso di accertamento (che non sarà un atto automatico in presenza di canoni inferiori ai suddetti parametri, come da qualche parte sostenuto) al Fisco spetterà – dopo l’approvazione della Finanziaria così come prima di essa – di fornire le prove della sua eventuale pretesa, indicando gli elementi che consentono di stabilire che il canone indicato in contratto e dichiarato al Fisco è inferiore a quello realmente percepito. Le norme in questione tendono a far emergere ulteriore base imponibile dovuta all’incentivo legato al mancato accertamento qualora il canone rientri nella misura indicata. Se è vero – come è vero – che i parametri fissati sono troppo al di sopra dei canoni di mercato, ciò comporterà solo l’inefficacia della strategia anti-evasione delle disposizioni (posto che pochi troveranno conveniente adeguarsi a tali parametri), non già un aumento di tassazione dei contratti di locazione.
Invio telematico della denuncia di P.S. ed eliminazione dell’obbligo in caso di registrazione del contratto
Art. 1, c. 344
Con riferimento all’obbligo imposto (ai sensi dell’art. 12 del d.l. 21.3.’78, n. 59, convertito dalla l. n. 191/’78), a chiunque ceda la proprietà o il godimento o a qualsiasi altro titolo consenta, per un periodo di tempo superiore ad un mese, l’uso esclusivo di un fabbricato, di dare comunicazione all’autorità locale di Pubblica Sicurezza dei dati riguardanti l’ubicazione dell’immobile, nonché le generalità dell’acquirente, del conduttore o della persona che assume la disponibilità del bene stesso, si dispone che il modello da utilizzare per l’effettuazione di detta comunicazione sia inoltrato in modalità telematica all’Agenzia delle entrate (lo stesso sarà approvato con decreto interdirigenziale del Ministero dell’interno e dell’Agenzia delle entrate e sarà reso disponibile dall’Agenzia gratuitamente e in modalità telematica). Si prevede poi che la comunicazione possa essere effettuata tramite gli intermediari autorizzati alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi ed Iva ovvero avvalendosi degli uffici dell’Agenzia delle entrate. L’Agenzia delle entrate, inoltre, è tenuta a fornire, sempre in modalità telematica, avviso dell’avvenuta ricezione della comunicazione e a comunicare i dati acquisiti al Ministero dell’interno. Si sancisce infine che la presentazione per la registrazione degli atti di cessione del fabbricato sopra richiamati “tiene luogo” della suddetta comunicazione. Insomma, se un contratto di locazione viene registrato (così come se viene registrato un contratto di comodato o in caso di registrazione di una compravendita) non è più necessario procedere all’effettuazione della comunicazione di P.S.
Obbligo della denuncia di P.S. anche per gli agenti immobiliari
Art. 1, c. 345
Viene disposta l’estensione ai soggetti che esercitano abitualmente attività di intermediazione nel settore immobiliare, dell’obbligo della comunicazione all’autorità di Pubblica Sicurezza. Questi sono tenuti, a pena di sanzione amministrativa, ad adempiere all’obbligo per le cessioni di cui hanno diretta conoscenza per avervi concorso ovvero assistito in ragione della loro attività e, relativamente a quelle diverse dalle cessioni in proprietà (quali locazioni e comodati), anche per le cessioni di durata inferiore al mese. La reiterazione della violazione è sanzionata, su segnalazione dall’Agenzia delle entrate, con la sospensione dell’attività per la durata di un mese. Competente ad irrogare questa sanzione è il Sindaco del Comune in cui opera l’intermediario immobiliare.
Nullità dei contratti di locazione non registrati
Art. 1, c. 346
Si sancisce che i contratti di locazione, o che comunque costituiscono diritti relativi di godimento, di unità immobiliari ovvero di loro porzioni, comunque stipulati, sono nulli se, ricorrendone i presupposti, non sono registrati.
Deduzione per le badanti
Art. 1, c. 349
Si prevede che dal reddito complessivo del contribuente si deducano, fino ad un massimo di 1.820 euro, le spese documentate dallo stesso sostenute per gli addetti alla propria assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. Queste spese sono deducibili anche se sostenute nell’interesse delle persone indicate nell’articolo 433 del codice civile, vale a dire del coniuge, dei figli (legittimi o legittimati o naturali o adottivi) e, in loro mancanza, dei discendenti prossimi anche naturali, dei genitori e, in loro mancanza, degli ascendenti prossimi, anche naturali, degli adottanti, dei generi e delle nuore, del suocero e della suocera, dei fratelli e delle sorelle germani o unilaterali. La norma – che interviene sul Testo unico delle imposte sui redditi – prevede inoltre degli specifici conteggi da effettuare per verificare gli aventi diritto a detta deduzione, in relazione al reddito di ciascuno.
Disposizioni in materia di Irpef
Art. 1, cc. 349-353
Le disposizioni in questione – illustrate dall’Agenzia delle entrate con Circolare 3.1.’05, n. 2/E – riguardano: una nuova tabella delle aliquote Irpef e degli scaglioni di reddito; la trasformazione delle detrazioni per carichi di famiglia in deduzioni per oneri familiari; l’eliminazione delle detrazioni già previste per i redditi di lavoro dipendente, per i redditi da pensione e per i redditi di lavoro autonomo e di impresa minore. Il nuovo assetto per la determinazione dell’Irpef, che vede la riduzione da 5 a 3 delle aliquote e dei relativi scaglioni di reddito, è – dall’1.1.’05 – il seguente:
a) per i redditi fino a 26.000 euro, si applica l’aliquota del 23%;
b) per i redditi oltre 26.000 euro e fino a 33.500 euro, si applica l’aliquota del 33%;
c) per i redditi oltre 33.500 euro, si applica l’aliquota del 39%.
Oltre alle 3 aliquote sopra indicate, si prevede, per i redditi superiori a 100.000 euro, un “contributo di solidarietà” del 4% da applicare alla parte di reddito imponibile che eccede tale importo. Viene prevista una clausola di salvaguardia in favore dei contribuenti che dovessero subire, per effetto della riforma, un peggioramento del proprio trattamento fiscale. A tal fine viene pertanto stabilito che, in sede di dichiarazione dei redditi, per il solo anno 2005, i contribuenti potranno applicare le disposizioni del Testo unico delle imposte sui redditi in vigore al 31.12.’02, ovvero quelle in vigore al 31.12.’04, se più favorevoli. I contribuenti, in sede di dichiarazione dei redditi, potranno cioè confrontare la nuova modalità di tassazione con quelle previste dai vecchi sistemi ed applicare quella più favorevole.
Procedure catastali telematiche
Art. 1, cc. 374-375
Si dispone che alla presentazione degli atti di aggiornamento del Catasto si possa provvedere, a decorrere dall’1.3.’05, con procedure telematiche, mediante un modello unico informatico di aggiornamento degli atti catastali sottoscritto con firma elettronica apposta dal tecnico che li ha redatti ovvero dal soggetto obbligato alla presentazione. In caso di irregolare funzionamento del collegamento telematico, la trasmissione per via telematica è sostituita dalla presentazione su supporto informatico. Con provvedimenti del direttore dell’Agenzia del territorio sarà stabilita la progressiva attivazione del servizio – anche limitatamente a determinati soggetti – a specifiche aree geografiche ed a particolari tipologie di adempimenti; sarà approvato il modello unico informatico di aggiornamento degli atti catastali e saranno determinate le modalità tecniche necessarie per la trasmissione dei dati; saranno stabilite le modalità di versamento dei tributi dovuti; saranno fissati i termini, le condizioni e le modalità relative: alla presentazione del modello unico informatico di aggiornamento degli atti catastali; alla presentazione dei documenti e degli atti da allegare al predetto modello, anche al fine di accertare l’avvenuto deposito presso i Comuni, per gli atti per i quali è previsto; alla conservazione, a cura dei soggetti interessati, dei documenti cartacei originali sottoscritti dal tecnico che li ha redatti e dai soggetti che hanno la titolarità sui beni. Si dispone poi che gli atti comunque attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati possano essere prodotti e notificati ai soggetti intestatari, a cura dell’Agenzia del territorio, avvalendosi di procedure automatizzate. In tal caso, la firma autografa del responsabile è sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo dello stesso.
Rivalutazione dei terreni entro il 30 giugno
Art. 1, c. 376
Viene riaperto – e fissato al 30.6.’05 – il termine per avvalersi della possibilità di rideterminare, ai fini del calcolo della plusvalenza, il valore di acquisto di terreni edificabili e con destinazione agricola. La scadenza si riferisce ai terreni detenuti alla data dell’1.7.’03. I contribuenti che intendano avvalersi della rideterminazione in questione devono corrispondere un’imposta sostitutiva nella misura del 4% del valore risultante dalla perizia.
Disposizioni sugli immobili pubblici
Art. 1, cc. 433-451
I commi in esame dettano disposizioni in materia di immobili pubblici. Si prevede, fra l’altro, che l’Agenzia del demanio possa vendere immobili a trattativa privata e a prezzi di mercato e che ai Comuni che lo richiedano siano trasferite in proprietà le aree, appartenenti al patrimonio e al demanio dello Stato, in cui i Comuni stessi abbiano compiuto opere di urbanizzazione.
Proroga agevolazioni su gasolio e GPL in particolari zone
Art. 1, c. 510
Vengono prorogate al 31.12.’05 (rispetto al precedente termine del 31.12.’04) le agevolazioni fiscali relative all’acquisto di gasolio e di GPL impiegati nelle zone montane e in altri specifici territori.
Ici anche su impianti e macchinari
Art. 1, c. 540
Viene fornita un’interpretazione autentica dell’art. 4 del r.d.l. 13.4.’39, n. 652, convertito dalla l. 11.8.’39, n. 1249, che ha come principale conseguenza l’introduzione dell’obbligo del pagamento dell’Ici su impianti e macchinari industriali. Si tratta della disposizione che stabilisce – a fini catastali – che “si considerano come immobili urbani i fabbricati e le costruzioni stabili di qualunque materiale costituite, diversi dai fabbricati rurali” e che “sono considerati come costruzioni stabili anche gli edifici sospesi o galleggianti, stabilmente assicurati al suolo”. La norma della Finanziaria dispone ora che tale disposizione debba essere interpretata nel senso che “i fabbricati e le costruzioni stabili sono costituiti dal suolo e dalle parti ad esso strutturalmente connesse, anche in via transitoria, cui possono accedere, mediante qualsiasi mezzo di unione, parti mobili allo scopo di realizzare un unico bene complesso. Pertanto, concorrono alla determinazione della rendita catastale (…) gli elementi costitutivi degli opifici e degli altri immobili costruiti per le speciali esigenze di un’attività industriale o commerciale anche se fisicamente non incorporati al suolo”.
Assegno per le casalinghe
Art. 1, c. 559
Si prevede che a decorrere dal periodo di paga in corso all’1.1.’05, l’assegno per il nucleo familiare venga erogato al coniuge dell’avente diritto. Le disposizioni attuative della norma verranno adottate con apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

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