Finanziaria. L’impatto dei nuovi classamenti

pubblicato il 11 nov 2006 in varie
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Con il passare dei giorni si delineano con maggiore chiarezza le conseguenze delle linee strategiche contenute nella Finanziaria e riguardanti gli immobili. Secondo le stime del Ministero del Tesoro ci sarà un aumento mirato delle rendite catastali per 2 milioni di immobili sui circa 35 milioni dislocati su tutto il territorio nazionale. Di conseguenza è calcolabile un incremento di tutti i tributi, da quelli che riguardano le compravendite a quelli che gravano sui redditi, l’Ici, le successioni e le donazioni. Il Ministro del Tesoro, nella relazione che accompagna la Finanziaria, menziona principalmente i passaggi di categorie catastali. Vale a dire che un immobile originariamente classificato come abitazione media o popolare potrà ora risultare abitazione signorile, oppure un magazzino potrà essere classificato come negozio.
Ricordiamo che un aumento medio del 30% delle rendite imponibili, darebbe luogo ad un aumento dell’imposizione fiscale dal 40% al 180%, a seconda della tipologia dell’immobile e dell’imposta che grava su di esso.
L’Agenzia del Territorio ha voluto sottolineare che il provvedimento in oggetto prevede soltanto la revisione dei classamenti: non si prevedono revisioni generalizzate delle tariffe d’estimo, le quali restano quelle già fissate nell’ultima revisione del 1990. Il mutamento del classamento che sarà operato dal Ministero del Tesoro riguarderà sicuramente 1.011.677 unità immobiliari abitative (A3, A4, A5) e commerciali (C2 e C6).

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