Il compenso dell’amministratore

pubblicato il 11 nov 2006 in varie
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L’art. 1130 del codice civile elenca quelle che sono le attribuzioni dell’amministratore, in quattro punti, oltre all’obbligo del rendiconto, e non fa distinzione o riferimento ad altre o diverse prestazioni, sicché, diventa arduo fare una distinzione tra ordinarie e straordinarie, a prescindere da specifici incarichi o poteri che il regolamento o l’assemblea gli possono attribuire. E’ proprio dal fatto che le attribuzioni dell’amministratore sono quelle elencate nell’art. 1130 del codice civile una parte della dottrina e della giurisprudenza fa discendere la conseguenza che il suo compenso non può che essere riferito ad esse, nel senso che in esso tutto è compreso ed egli non ha diritto a compensi supplementari. In quest’ottica, la giurisprudenza ha avuto modo di rilevare che la convocazione e la partecipazione alle assemblee straordinarie non rientrano tra quelle attività extra per cui l’amministratore ha diritto ad un maggior compenso, così come non ha diritto ad un maggior compenso per tutte quelle altre prestazioni inerenti al mandato gestorio su di lui incombente, quali, in via esemplificativa, ma non esaustiva, l’ulteriore compenso per la consegna della documentazione condominiale nelle mani del nuovo amministratore, in quanto atto dovuto da espletare alla cessazione dell’incarico, ovvero quello per la preparazione necessaria al professionista incaricato per la redazione del modello fiscale, ovvero, ancora, il compenso per l’invio delle lettere raccomandate di sollecito ai condomini in ritardo nel pagamento dei contributi condominiali, o, infine, il compenso per l’invio della comunicazione al fisco in occasione di lavori di manutenzione che consentano per i condomini di accedere le detrazioni fiscali. Tutte queste prestazioni di cui sopra, rientrano, evidentemente, tra le attribuzioni dovute dall’amministratore del condominio e come tali, salvo diverso accordo contrattuale, rientranti nel compenso determinato, in via forfetaria, dall’assemblea dei condomini.
In buona sostanza, in mancanza di una esplicita approvazione da parte dell’assemblea al momento della nomina la retribuzione dell’amministratore deve ritenersi globale e comprensiva di tutte le prestazioni inerenti al mandato. Solamente se al momento del conferimento dell’incarico l’amministratore abbia precisato all’assemblea di esigere maggiori o particolari altri compensi per determinate prestazioni, questi non gli possono essere attribuiti, fatta, naturalmente, salva l’ipotesi in cui l’assemblea abbia a posteriori ratificato, anche al momento dell’approvazione del rendiconto annuale. Analogo ragionamento va fatto per quanto riguarda la richiesta di un maggior compenso avanzato dall’amministratore nel caso di specifici interventi straordinari, siano stati essi di natura urgente e, quindi, eseguiti anche senza aver ricevuto un preventivo mandato da parte dell’assemblea ovvero eseguiti su delibera dell’assemblea.
In conclusione, possiamo affermare che il compenso dell’amministratore di condominio, determinato dall’assemblea ai sensi dell’art. 1135 n. 1 del codice civile è, solitamente, rapportato alle prestazioni cosiddette ordinarie ovvero quelle elencate nell’art. 1130 del codice civile.
Solamente nel caso in cui l’amministratore svolga ulteriori attività rispetto a quelle ordinarie, o comunque, più impegnative avrà diritto ad un maggior compenso. Tale maggior compenso, tuttavia, dovrà essere preventivamente determinato dall’assemblea, che è sovrana nel determinarlo, ma è altrettanto sovrana nello specificare a quali mansioni tale maggior compenso è riferito.
Avv. Roberto Bella

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