Impianto centralizzato, gestione individuale

pubblicato il 11 nov 2006 in varie
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In tutti gli edifici costruiti con concessione edilizia rilasciata dopo il 30 giugno 2000, l’impianto di riscaldamento deve essere del tipo “a contabilizzazione del calore”. Con ogni evidenza, l’imposizione riguarda solo quegli stabili in cui si decide di adottare una caldaia centralizzata, anche se il nuovo DPR è assolutamente vago a questo proposito: del resto non esiste una definizione chiara di cosa s’intenda per “contabilizzazione”, se non in norme dell’Ente Italiano di Unificazione (Uni).

L’impianto contabilizzato è, in sostanza, un intelligente compromesso tra l’autonomo e il centralizzato tradizionale.

Nel condominio la caldaia è una sola, tuttavia in ogni singolo appartamento il proprietario o l’inquilino hanno la possibilità di spegnere, accendere e regolare i livelli di temperatura, entro i limiti prescritti dalla legge, attraverso un apparecchio, detto “cronotermostato”.

In un impianto ben fatto, è al limite possibile regolare diversamente la temperatura dei singoli ambienti: per esempio più bassa nelle stanze da letto e più alta in soggiorno. Il DPR 551/99 stabilisce infatti, in modo più chiaro di quanto facesse il DPR 412/93, che la temperatura massima concessa negli appartamenti, di 20 gradi più due di tolleranza, deve intendersi come la media delle temperature nelle varie stanze (per gli edifici industriali la temperatura massima scende a 18 gradi più 2 di tolleranza).

Già il DPR 412/93 aveva prescritto che gli edifici con concessione edilizia rilasciata dopo il 18 luglio 1991 dovevano essere “predisposti” per l’installazione di un impianto di contabilizzazione. L’impianto contabilizzato prevede che parte delle spese di riscaldamento (dal 50 all’80%) siano ripartite in base al consumo, e parte invece siano destinata alla conservazione, manutenzione ed esercizio dell’impianto stesso.

Diviene possibile gestire e programmare la temperatura anche a distanza, via modem: un plus non indifferente, perché permette alle persona addette (terzo responsabile dell’esercizio, amministratore condominiale, al limite anche proprietario della casa) di farlo funzionare al meglio pur non essendo presenti sul posto. Particolari sensori possono inoltre segnalare guasti. Non da ultimo, la gestione a distanza può essere preziosa per accendere i caloriferi delle seconde case, prima che l’occupante le raggiunga nel corso delle vacanze o dei week-end.

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