Le ristrutturazioni puntano sul 41% di detrazione fiscale

pubblicato il 11 nov 2006 in varie
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Il 36% cambia faccia. Dal 1° gennaio 2004, infatti, l’aliquota di spese per lavori di manutenzione, restauro e ristrutturazione detraibile dall’Irpef passa al 41%, ma perde (in molti casi) l’Iva al 10 per cento. La Finanziaria 2004 (articolo 2, comma 15) ha stabilito che la detrazione competa «per le spese sostenute nel 2004» a tutti gli interventi previsti all’articolo 1 della legge 449/97 (la “madre” del 41%) e successive modifiche. L’aliquota passa al 41% e il tetto di spesa ammesso sale da 48mila a 60mila euro. Non siamo ancora ai 150 milioni di lire dei primi anni ma poco ci manca. Prorogata anche (articolo 2, comma 16) la possibilità di detrarre il 41% del 25% della spesa per l’acquisto di unità immobiliari in fabbricati ristrutturati e venduti dall’impresa che ha effettuato i lavori, sempre con il tetto di 60mila euro. I lavori vanno eseguiti entro il 31 dicembre 2004 e la vendita deve essere rogitata entro il 30 giugno 2005.
DOPPIO VANTAGGIO PER RISTRUTTURAZIONI E RESTAURI
L’aliquota della detrazione è stata innalzata soprattutto per compensare l’impossibilità di prorogare l’Iva al 10% sui lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria (lettere a e b dell’articolo 31 della legge 457/78). Infatti, salvo una proroga che in questi ultimi giorni ha preso sempre più corpo, l’Iva per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria è passata al 20 per cento; in questi casi, però, a conti fatti, la differenza nei risparmi d’imposta sarà solo dello 0,4% in più a partire del 2004.
Un aspetto particolare dell’innalzamento dell’aliquota riguarda invece i lavori di restauro-risanamento conservativo e ristrutturazione (lettere c e d dell’articolo 31 della legge 457/78): per queste tipologie di lavori (purché in appalto) l’Iva al 10% è a regime e non è soggetta a proroga (articolo 127-quaterdecies della tabella A, parte III allegata al Dpr 633/72), quindi il risparmio fiscale, dal 1° gennaio 2004, sale del 5,9% netto ed è rappresentato complessivamente da una quota pari al 45,1% della spesa sostenuta, Iva compresa.
FATTURE AL 31 DICEMBRE
Per chi sta ultimando i lavori di manutenzione (cioè con l’aliquota Iva raddoppiata dal 1° gennaio) c’è comunque una via d’uscita. Ottenendo l’emissione dalla fattura entro il 31 dicembre 2003 e pagando nel 2004 si potrà, infatti, avere l’Iva al 10% e anche la detrazione del 41% delle spese.
Il meccanismo normativo è legato all’articolo 24 del decreto legge 269/2003, che ha prorogato fino al 31 dicembre 2003 l’aliquota Iva agevolata per manutenzioni, restauri e ristrutturazioni. Mentre la trasformazione dell’aliquota di detraibilità dall’Irpef dal 36 al 41% è contenuta nella Finanziaria 2004, che ne prevede l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2004. Le norme per la detrazione Irpef pongono come condizione che il pagamento avvenga con bonifico bancario entro il 31 dicembre 2004. Mentre per la minore aliquota Iva la data cui far riferimento è quella di emissione della fattura. Quindi, se la fattura viene emessa entro il 31 dicembre 2003, scatta l’Iva al 10%, anche se l’opera viene pagata dopo.
È necessario l’accordo con l’impresa che effettua i lavori, in modo che la fattura venga emessa entro il 31 dicembre 2003, ma venga accettato il posticipo del bonifico (anche solo di qualche giorno). Così, anche per chi non sta effettuando lavori di restauro o di ristrutturazione, c’è la possibilità di beneficiare del doppio bonus, realizzando un risparmio fiscale pari al 45,1% della spesa complessivamente sostenuta (Iva compresa).
Saverio Fossati

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