Responsabilità dell’appaltatore per rovina di edificio

pubblicato il 11 nov 2006 in varie
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Con la sentenza n. 8520 del 14-4-2006 la Corte di Cassazione, sezione I, ha affrontato la questione relativa al rapporto tra la responsabilita` speciale dell`appaltatore regolata dall`art. 1669 del cod. civ. (“Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l`opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l`appaltatore e` responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purche` sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta“) e la piu` generale azione di responsabilita` di cui all`art. 2043 cod. civ. (“Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno“).
Nel ribadire che le due norme sono in rapporto di specialita` la prima (art. 1669) rispetto alla seconda (art. 2043), la Corte ha espresso il principio per cui l`azione generale per risarcimento danni (art. 2043) diventa esperibile solo quando in concreto non sia esperibile l`altra (art. 1669), come nel caso di danno manifestatosi e prodottosi oltre il decennio dal compimento dell`opera.
La conclusione cui e` pervenuta la Corte trova la sua giustificazione nell`interpretazione, convalidata dalla giurisprudenza, del regime di responsabilita` disciplinato dall`art. 1669. Tale norma, infatti, configura un`ipotesi di responsabilita` extracontrattuale la quale, pur presupponendo un rapporto contrattuale, va oltre lo stesso, essendo riconducibile ad una “violazione di regole primarie (di ordine pubblico)“ stabilite per garantire l`interesse della collettivita` alla sicurezza dell`attivita` edificatoria. Trattasi pertanto di un regime di responsabilita` piu` rigoroso, perche` speciale, rispetto a quello di cui all`art. 2043 in quanto caratterizzato dalla presunzione, fino a prova contraria, di colpa dell`appaltatore, seppur con una durata limitata a dieci anni dal compimento dell`opera.
Stando a quanto detto, la Corte ha ritenuto ammissibile l`applicazione dell`art. 2043 qualora non sussistano le condizioni previste dall`art.1669.
Tra l`altro le due azioni si distinguono oltre che per la durata temporale, decennale una, illimitata l`altra, anche per il diverso regime probatorio. Infatti, in caso di esperimento dell`azione ex art. 2043 la parte ricorrente non potra` avvalersi del regime probatorio speciale di presunzione della responsabilita` del costruttore; pertanto spettera` a colui che agisce provare tutti gli elementi richiesti dalla norma generale, e, in particolare, anche la colpa del costruttore.
In tal modo la responsabilita` del costruttore non cessa allo scadere dei dieci anni dal compimento dell`opera poiche` potrebbe essere chiamato a rispondere per i danni secondo le regole ordinarie sul risarcimento di cui appunto all`art. 2043.
Si ricorda che la prescrizione dell`azione e` di cinque anni dal giorno in cui si e` verificato l`evento dannoso.

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