Sfratti, rinvio al 31 ottobre

pubblicato il 11 nov 2006 in varie
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Il decreto legge conterrà anche incentivi economici per gli inquilini.
Differimento, ma non proroga. Di fatto le esecuzioni degli sfratti degli inquilini «disagiati» slittano al 31 ottobre, il tempo minimo necessario per far funzionare il meccanismo dei contratti “speciali” studiato dal vice ministro delle Infrastrutture, Ugo Martinat. L’annuncio è stato dato dallo stesso Martinat, dopo che nella giornata di mercoledì si erano levate le proteste dell’Anci. Dal 1° luglio i proprietari immobiliari possono procedere alle esecuzioni degli sfratti relativi a famiglie non abbienti con anziani ultrasessantacinquenni o disabili (già ieri è stato eseguito a tempo di record lo sfratto di una 77enne cardiopatica a San Giorgio a Cremano). Ma il decreto legge che verrà presentato domani al Consiglio dei ministri (si veda il Sole 24-Ore» di ieri) prevede incentivazioni (dai contributi fino a 5mila euro per ogni nuovo contratto a nuove agevolazioni fiscali per i proprietari) per rendere gli inquilini «disagiati» un vantaggio e non più un problema per i proprietari. In questo meccanismo la collaborazione dei Comuni è fondamentale ma l’Anci ha sempre detto che una proroga era imprescindibile. Tuttavia la sentenza 155/04 della Corte costituzionale ha detto stop agli slittamenti (che durano da 3 anni e mezzo) delle esecuzioni. Il testo che il ministro Pietro Lunardi presenterà al prossimo Consiglio conterrà dunque un articolo che prevede un regime transitorio, spiega Martinat, «al fine di favorire la sottoscrizione delle tipologie contrattuali previste dal decreto legge»; il differimento scatterà su semplice richiesta dell’inquilino. In questo puzzle di veti incrociati non è stato semplice per Martinat trovare una soluzione. E se fino a mercoledì sembrava rassegnato a fare appello al «senso di responsabilità» dei proprietari, il giorno seguente, dopo una telefonata fra il sottosegretario Gianni Letta e l’Anci, Martinat ha scelto la strada di una soluzione un po’ forzata ma formalmente ineccepibile. Tanto che anche Confedilizia, che aveva salutato con favore la fine della stagione delle proroghe, ora dice che «il differimento non è una novità e nessuno l’ha ottenuto e tantomeno imposto» e che «risponde a una necessità fisiologica». Per l’Anci la modifica «rappresenta un primo, parziale accoglimento delle richieste dei Comuni» e il presidente Leonardo Domenici evidenzia che resta il problema economico: i 120 milioni necessari per gli incentivi verranno infatti prelevati dal fondo sociale per gli affitti anche se, dicono alle Infrastrutture, Lunardi proverà a chiedere un finanziamento supplementare. Prudenti i sindacati inquilini: secondo il Sicet si tratta di «solo di un atto dovuto», per il Sunia è «ridicola» la scadenza del 31 ottobre, l’Unione Inquilini «non molla la presa» e invita le famiglie sotto sfratto a telefonare alla sede di Roma.

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