Torino: Agenzia e Comune alleati contro l’evasione

pubblicato il 12 lug 2008 in mercato, tasse e imposte
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Obiettivo di partenza: lotta agli affitti in nero

Nel mirino anche estero-residenze fittizie, elementi rilevanti per il redditometro, commercio abusivo.

Un accordo importante, quello siglato dall’assessore al Bilancio del Comune di Torino, Gianguido Passoni, e dal direttore regionale dell’agenzia delle Entrate, Gianni Giammarino. È il primo protocollo d’intesa in Italia sulla compartecipazione degli enti locali alla lotta all’evasione fiscale, che consentirà al Comune di incassare il 30% delle somme recuperate dall’erario.

Si tratta di una svolta decisiva, che segna il punto di arrivo di un lungo percorso. Infatti, già il “collegato” alla legge finanziaria per l’anno 2006 prevedeva la partecipazione dei Comuni all’accertamento dell’evasione fiscale. Una partecipazione gratificata dal riconoscimento di una quota pari al 30% delle somme recuperate a titolo definitivo a seguito di segnalazioni qualificate da parte del Comune che abbiano garantito il buon esito dell’accertamento fiscale.
Il 3 dicembre 2007, poi, un provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate ha individuato le prime specifiche tecniche per l’applicazione concreta della norma e ha demandato alle direzioni regionali la definizione degli accordi con i Comuni interessati.

Il protocollo d’intesa siglato stabilisce il primo accordo quadro. All’agenzia delle Entrate dovranno pervenire da parte del Comune segnalazioni “qualificate”, cioè che abbiano elementi probatori immediatamente utilizzabili ai fini dell’accertamento fiscale. I settori d’intervento riguardano il commercio, le professioni, l’urbanistica, la proprietà edilizia, le residenze fittizie all’estero, la disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva.

Il primo settore di intervento, sul quale interverrà un protocollo specifico, si avvarrà dell’apporto della polizia municipale. Si punterà innanzitutto sul contrasto agli affitti in nero, grazie a un questionario da utilizzare negli ordinari controlli sul territorio, finalizzato ad acquisire le informazioni di interesse dell’agenzia delle Entrate per l’espletamento delle attività di controllo fiscale. La polizia municipale, inoltre, segnalerà alla direzione regionale eventuali situazioni sintomatiche di evasione fiscale riguardanti le proprietà edilizie e il patrimonio immobiliare di particolari categorie di contribuenti.

La collaborazione non è limitata al controllo delle locazioni, ma comprende anche interventi specifici per smascherare le residenze fittizie all’estero, il commercio abusivo, e il possesso di particolari beni, indicatori di capacità contributiva superiore a quella dichiarata. Seguiranno ulteriori accordi per regolare le modalità di intervento in altri settori di interesse o competenza degli uffici comunali.

“Dagli enti locali – sottolinea l’assessore Passoni – può giungere un contributo determinante nella lotta all’evasione fiscale. L’accordo con l’agenzia delle Entrate darà risultati sicuramente importanti in termini di accertamento e recupero delle somme non versate all’erario. Mi auguro – conclude l’assessore – che l’esempio di Torino venga presto seguito da altri Comuni”.

“È un giorno importante”, afferma il direttore Giammarino. “L’aspetto più significativo dell’intesa è l’aver stabilito una sinergia istituzionale, per fare fronte comune contro l’evasione fiscale. Da oggi il comune di Torino sarà un prezioso alleato del Fisco, a tutta vantaggio della collettività”.

La normativa sulla compartecipazione dei Comuni
L’articolo 1, comma 1, del decreto legge 203/2005 ha attribuito ai Comuni una quota di partecipazione ai proventi dell’accertamento fiscale pari al 30% delle somme riscosse a titolo definitivo relative ai tributi statali.

Il provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 3 dicembre 2007 ha disciplinato le modalità di applicazione delle norme sulla “compartecipazione” al contrasto all’evasione fiscale.
I Comuni partecipano all’attività di accertamento fiscale nell’ambito dell’ordinario contesto operativo di svolgimento delle proprie attività istituzionali, fornendo informazioni suscettibili di utilizzo ai fini dell’accertamento dei tributi erariali, diretti e indiretti.
Il provvedimento demanda la gestione dei rapporti di collaborazione a livello locale ad appositi protocolli d’intesa che possono essere definiti dalle direzioni regionali dell’Agenzia con i Comuni interessati, volti alla definizione di programmi locali di recupero dell’evasione.

Le informazioni che perverranno all’agenzia delle Entrate saranno strutturate in termini di segnalazioni qualificate, intendendosi per tali le posizioni soggettive in relazione alle quali sono rilevati e segnalati atti, fatti e negozi che evidenziano, senza ulteriori elaborazioni logiche, comportamenti evasivi ed elusivi.

Il provvedimento descrive gli ambiti di intervento rilevanti per le attività istituzionali dei Comuni e per quelle di controllo fiscale dell’Agenzia:

  1. commercio e professioni
  2. urbanistica e territorio
  3. proprietà edilizie e patrimonio immobiliare
  4. residenze fittizie all’estero
  5. disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva.

Il decreto legge 112/2008
Il recente Dl 112/2008 dà un forte impulso alla partecipazione dei Comuni all’accertamento fiscale, chiamando le Amministrazioni locali ai controlli, in particolare, sulle residenze fittizie all’estero. I Comuni, entro i sei mesi successivi alla richiesta di iscrizione nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero, confermeranno all’ufficio delle Entrate competente per l’ultimo domicilio fiscale che il richiedente ha effettivamente cessato la residenza nel territorio nazionale. Per il triennio successivo alla richiesta di iscrizione all’Aire, l’effettività della cessazione della residenza nel territorio nazionale è sottoposta a vigilanza da parte dei Comuni e dell’Agenzia delle entrate.

Luciano Morlino

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